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IL CASO

Vivendi, ricorso al Tar contro la delibera Agcom su Tim-Mediaset

Notificata alle parti la decisione di ricorrere alla giustizia amministrativa. La media company si dovrebbe comunque adeguare al provvedimento dell’authority: si va verso il congelamento dei diritti di voto nel gruppo di Cologno Monzese

19 Giu 2017

Andrea Frollà

Vivendi ricorre al Tar contro la delibera Agcom sul triangolo con Mediaset e Tim. La notizia era nell’aria da giorni e oggi è arrivata la notifica alle parti del ricorso contro il provvedimento dell’authority, che ha obbligato la media company a rientrare nelle soglie di partecipazione azionaria imposte dalla Legge Gasparri.

La società francese, trapela da fonti finanziarie e di mercato, si appresta comunque a comunicare all’Autorità garante per le comunicazioni di essere pronta ad ottemperare alla delibera. La formula prescelta sarebbe quella più accreditata dalle indiscrezioni delle scorse settimane, ossia il congelamento dei diritti di voto oltre il 9,9% detenuti in Mediaset.

La delibera dell’Agcom, che per la prima volta ha applicato le norme della Legge Gaspari sulle doppie partecipazioni nel mercato media e tlc, aveva accertato l’influenza dominante di Vivendi in Tim, di cui la media company detiene il 23,9%, e la contemporanea presenza oltre soglia nel gruppo di Cologno Monzese (29,9% dei diritti di voto). A far data dal 18 aprile, giorno della delibera, è stato concesso a Vivendi un anno di tempo per rimuovere la posizione vietata. Ma è stato allo stesso tempo fissato un termine di 60 giorni dall’emanazione della delibera per presentare un piano d’azione da adottare per adeguarsi al provvedimento.

La deadline scade proprio oggi ed è per questo che è attesa ad ore la comunicazione di Vivendi all’authority. Nel caso di inottemperanza all’ordine, il gruppo transalpino rischia la sanzione amministrativa prevista dalla legge 249 del 1997, che oscilla tra il 2 e il 5% del suo fatturato.

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