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Vodafone, ecco il foto-racconto dei Mille Comuni d’Italia in Rete

23 Mag 2011

Come dare un volto ed un’immagine concreta ad un piano da oltre
un miliardo di euro? Cosa significa veramente portare Internet in
oltre mille piccoli comuni d’Italia? È per dare una risposta a
questa esigenza che in Vodafone è nata l’idea di realizzare un
libro fotografico in collaborazione con l’agenzia Ansa che
aprisse una finestra visiva su questa ambiziosa avventura
imprenditoriale. Il progetto è stato affidato a un gruppo di
intraprendenti fotografi che, in appena poco più di un mese, ha
catturato le immagini dei primi cento piccoli comuni dove Vodafone
ha portato Internet. I fotografi dell’Ansa che hanno realizzato
le foto sono: Marco Beck Peccoz, Antonino Condorelli, Niccolò
Celesti, Massimo Sestini, Michele D’Ottavio, Andrea Samaritani,
Carlo Hermann, Giovanni Marino, Titti Fabi. Quelle rappresentate
nel volume sono quasi tutte località non facili da raggiungere,
spesso collocate in zone impervie, lontane dalle rotte consuete,
ritratte nella loro vera essenza: le persone che le abitano, i
paesaggi che le caratterizzano, i mestieri e le attività che
rendono viva ed unita una comunità, piccola o grande che sia. Ogni
comune è rappresentato da tre immagini, dando vita in questo modo
ad un mosaico visivo che testimonia la curiosità degli autori che
raccontano con gli scatti della macchina fotografica un’Italia
che è sì quasi sconosciuta, ma che rappresenta nel contempo
l’ossatura del nostro Paese, il suo animo profondo, la sua
ricchezza. Si è dato corpo a un obiettivo ambizioso con una
certezza: ognuno di questi comuni è entrato nel villaggio globale
da cui finora era escluso.

Bertoluzzo, ad Vodafone Italia: 
L'accesso a Internet
trainerà lo sviluppo

Abbiamo voluto portare la banda larga mobile in Paesi che non
avevano accesso ad internet, con un’iniziativa che fosse
messaggera dei valori della concretezza e delle misurabilità»:
così l’amministratore delegato di Vodafone Italia Paolo
Bertoluzzo spiega il senso dell’iniziativa “Mille Comuni”:
ogni giorno, di qui alla fine del 2013, un nuovo piccolo comune
italiano, sinora del tutto isolato in termini di connessione ad
Internet che andasse al di là della lentissima Isdn, potrà
entrare nel villaggio globale grazie ad un investimento privato di
circa 1.5 miliardi di euro. Il libro fotografico sui primi cento
comuni raggiunti dal broadband mobile di Vodafone, presentato
significativamente alla biblioteca del Senato, intende appunto
celebrare la prima significativa tappa di questo percorso.
Un percorso che, ha ricordato il presidente del Senato Renato
Schifani, aiuta lo sviluppo delle aree arretrate contribuendo a
superare la situazione inaccettabile di un Paese che va a due
velocità. Anche se, sostiene il ministro per lo sviluppo Economico
Paolo Romani, il divario digitale si va restringendo. Proprio la
consapevolezza che “Internet e la connessione alla rete svolgono
un ruolo fondamentale per lo sviluppo” hanno mosso il governo ad
una serie di iniziative che favoriranno la realizzazione delle
nuove reti. Lo sviluppo di quelle mobili, in particolare, potrebbe
essere agevolato da una normativa sull’elettrosmog meno rigida.
“Oggi abbiamo le regole più penalizzanti di tutti quanti in
Europa”. Giovanni Barbieri, direttore centrale dell’Istat, ha
preso lo spunto da una recente indagine realizzata dall’istituto
di statistica per sottolineare con la forza dei numeri come
l’arrivo della banda larga e quindi l’accesso ad Internet e
alla Rete possa contribuire allo sviluppo, anche sociale, dei
piccoli comuni riducendo un divario che è sì tecnologico ma di
fatto anche economico, sociale, culturale, di servizi digitali che
la pubblica amministrazione può offrire ai propri cittadini
relazionandosi in maniera nuova con loro.
Si tratta di paesi quasi sempre collocati in zone isolate, con una
storia che per molti di essi risale al Medioevo e che l’arrivo
del broadband fa entrare nel mondo moderno.
Il libro racconta cento di queste storie, spiega Luigi Contu,
direttore dell’Ansa, con immagini “molto più efficaci di
qualunque testo”.