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IL PUNTO DI VISTA

Wifi per tutti, la mission impossible

Una proposta di legge prevede l’obbligo per tutti i pubblici esercizi italiani a installare reti wireless. Ma manca una valutazione dell’impatto che rischia di essere un boomerang. Sono queste le smart city che vogliamo?

30 Ott 2014

Roberto Scano

In questi giorni gira in rete una campagna a supporto della proposta di legge n. 2528 a firma di Boccadutri ed un altro centinaio di parlamentari di cui il testo non è ancora disponibile nel sito della Camera. Ma se ne trova traccia cercando in rete. L’idea di espandere la connettività in mobilità, in un paese che vanta il primato di essere il secondo paese al mondo per l’uso di smartphone, è senz’altro positiva. Il solito problema però è che tra il dire e il fare c’è di mezzo il normare e – webtax docet – se si norma male si fanno danni incalcolabili.

Ed è questo l’ennesimo caso in cui si norma senza fare un’attenta valutazione dell’impatto, e probabilmente senza nemmeno sapere di cosa si sta parlando. Leggendo la presentazione al disegno di legge, difatti, si legge che con l’iniziativa si punta ad un obiettivo impossibile: copertura in 6 mesi del 100% delle attività operanti sul territorio nazionale. Ovvero, nell’idea dei proponenti vi è l’obbligo di fornitura di accesso wifi da parte di qualsiasi attività, per consentire al consumatore l’uso di internet.

Leggendo in dettaglio la proposta di legge, si capisce che in corso di stesura ci sono state delle “deviazioni” che in ogni caso non consentirebbero di raggiungere quell’obiettivo prefissato. Innanzitutto viene fatta deroga per le attività inferiori ai 100mq e con organico inferiore a 2 dipendenti, il che lo rende ad esempio applicabile a meno del 40% di una città come Venezia. Nel primo articolo poi si spazia tra il comico e il tragico: si parla di applicazione per tutta una serie di attività andando in dettaglio per specifici mezzi di trasporto tra cui gli “aerei registrati in Italia” e facendo presente che tutte queste categorie “hanno l’obbligo di dotarsi di collegamento alla rete internet e renderla disponibile tramite tecnologia wireless basata sulle specifiche dello standard IEEE 802.11 (wi fi), consentendo l’accesso a tutti a titolo gratuito e senza necessità di utilizzare credenziali di accesso e password”.

Ho lasciato appositamente il virgolettato come citazione del testo per far capire la pericolosità e l’erroneità dello stesso. Da una parte si obbligano tutti, anche quelli senza connessione, a dotarsi di un collegamento internet e di renderlo aperto a tutti, dall’altra si richiede di applicare uno standard che non esiste, in quanto IEE 802.11 è una famiglia di standard, non un singolo standard.

Se poi passiamo alle sanzioni, si parla di ben 5mila euro per i soggetti inadempienti, da far applicare a cura dei comuni esentando però dall’applicazione della sanzione le società di trasporto. E le PA? In quel caso il legislatore è più indulgente e prevede di definire almeno due aree (???) all’interno delle strutture.

Il senso di questa proposta di legge è di imporre agli operatori economici e non di condividere la propria connettività o di dotarsi comunque di connettività per renderla accessibile a tutti, senza valutare non solo l’impatto sotto l’aspetto dei costi di gestione, quanto per la tutela dei sistemi informatici delle aziende ed imprese. Il legislatore con lo spirito di “internet bene comune” non può imporre ai privati l’apertura di servizi in sostituzione della connettività pubblica.

Si parla molto di smart city e non siamo in grado di fornire connettività? Le attività economiche che hanno interesse ad affiliare l’utenza già aprono il wifi: pensiamo a bar, ristoranti e qualsiasi altro locale che ha tutto l’interesse ad avvicinare l’utenza. Che senso ha far forzare l’apertura del wifi ad esempio ad uno studio di commercialisti oppure addirittura obbligare un negozio di animali ad installare linea, router wifi anche se non ne ha necessità aziendale? Non sono queste le modalità per diffondere la cultura digitale, stante che l’apertura in questa modalità di wifi porterebbe solo alla diminuzione di abbonamenti privati dei vicini dei negozianti che fruirebbero della connettività avendone un risparmio diretto.

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