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LA SEMESTRALE

Wind Tre tiene testa alla pressione di mercato. Hedberg: “Semestre sfidante, determinati nel perseguire obiettivi”

Ebitda a 995 milioni, con margine al 35,9%. Ricavi a 2.771 milioni. Il segmento mobile risente della discesa in campo del quarto operatore. Ma l’azienda ha mantenuto un approccio “razionale”, evitando la creazione di sottobrand low cost. Sul fisso triplicati i clienti ultrabroadband

01 Ago 2018

Mila Fiordalisi

Condirettore

Tiene testa alla pressione competitiva del mercato e alla guerra dei prezzi il colosso delle Tlc italiane Wind Tre. L’azienda guidata da Jeffrey Hedberg nonostante gli inevitabili impatti derivanti dalla discesa in campo del quarto operatore Iliad, è riuscita a chiudere il primo semestre dell’anno con risultati stabili rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Se è vero che l’Ebitda, a 995 milioni di euro, risulta in calo dell’8,5%, è anche vero che includendo i costi di integrazione raggiunge i 935 milioni di euro, con una variazione di appena 0,9 punti percentuali su un anno fa.

Il margine Ebitda dei primi sei mesi inoltre si attesta al 35,9%, in crescita di 60 bps grazie alle sinergie dei costi operativi che hanno generato un valore cumulato pari a 245 milioni di euro, equivalente a più di 280 milioni di euro a regime. Stabile la generazione di cassa operativa, a 535 milioni di euro.

“Il primo semestre 2018, viste le condizioni di mercato estremamente competitive, è stato, come previsto, ancora una volta molto sfidante – commenta l’Ad Jeffrey Hedberg -. Lo dimostra la continua pressione sui nostri ricavi, in particolare nel segmento mobile consumer. Tuttavia il nuovo top management sta lavorando bene e siamo soddisfatti nel vedere che Wind Tre è riuscita a conseguire sinergie per un valore cumulato di 245 milioni di euro che hanno consentito una crescita del nostro margine Ebitda. Inoltre, grazie agli effetti positivi legati alla rinegoziazione del nostro debito, abbiamo ottenuto una riduzione di oltre il 40% degli oneri finanziari”.

La pressione del mercato si è fatta sentire in particolare sui ricavi a 2.771 milioni di euro, il 10,1% in meno rispetto al primo semestre 2017. Quelli da servizi, trainati soprattutto dalla performance negativa del mobile, sono pari a 2.418 milioni di euro (-7,9%, anno su anno). La telco però ha optato per un approccio “razionale”, evitando – come hanno fatto i concorrenti Tim e Vodafone – il lancio di “sottobrand” low cost per arginare Iliad. “In questo scenario Wind Tre, da una lato ha mantenuto il suo approccio razionale al mercato puntando sui valori “community” per il marchio Wind e “generosity” per il marchio 3 e, dall’altro, ha confermato il suo focus sul raggiungimento delle sinergie per sostenere la pressione competitiva sui ricavi”, fa sapere l’azienda.

I ricavi da vendita di cellulari e modem diminuiscono complessivamente del 15,5%, nonostante il buon risultato nel segmento della telefonia fissa. I clienti mobili totali di Wind Tre si attestano a 28,6 milioni, con il 67% che utilizza i data services. L’Arpu mobile è di 10,6 euro/mese, in leggero calo rispetto all’anno precedente, ma con la componente dati mobile stabile a 5,7 euro/mese. I ricavi da servizi mobili sono 1.901 milioni di euro (-8,8% rispetto ai primi sei mesi del 2017) “per via della pressione competitiva che ha influenzato sia la base clienti sia l’Arpu, fattori che hanno risentito del rallentamento nella modernizzazione della rete mobile”, rende noto la società.
I clienti totali della telefonia fissa sono 2,7 milioni con oltre 2,5 milioni (+1,1%) ad “accesso diretto”. Quelli ultra-broadband sono triplicati rispetto allo stesso periodo del 2017 e superano il 26% della base dei clienti diretti. L’Arpu del fisso è pari a 27,0 euro/mese. I ricavi totali della telefonia fissa sono 579 milioni di euro, -2%, “soprattutto per la mancanza di “ricavi straordinari” di cui ha beneficiato, invece, l’esercizio precedente”, evidenzia ancora l’azienda. Gli oneri finanziari passano, nel semestre, da 339 milioni di euro a 202 milioni di euro, con un risparmio di oltre il 40% grazie alla rinegoziazione della struttura del debito completata nel novembre 2017.

Siamo fortemente determinati – sottolinea ancora Hedberg – nel raggiungere gli obiettivi legati alle sinergie e una posizione di leadership in tutti i touch point rivolti alla nostra clientela”. Il manager fa anche riferimento al caso Zte: “Dopo la revoca del provvedimento, deciso dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ad inizio luglio nei confronti di Zte la partnership con il gruppo cinese è ripresa e, parallelamente, abbiamo raggiunto un accordo con Ericsson, come secondo fornitore, per accelerare il processo di consolidamento e modernizzazione della nostra rete mobile. Sono fiducioso – conclude Hedberg – che siamo sulla strada giusta nel rispettare i nostri piani e nel costruire solide basi per il futuro di Wind Tre, dei suoi clienti, degli azionisti e di tutto il team”.

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