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LA TRIMESTRALE

Zte, l’anno nero delle sanzioni Usa è alle spalle: nel 2019 tornano gli utili

Il quarto produttore al mondo di apparecchi per le tlc lascia sul terreno 1 miliardi di dollari. Ma con la fine dell’anno fiscale rivede la luce con profitti per 42 milioni di dollari. A trainare le tecnologie 5G

28 Mar 2019

La luce in fondo al tunnel. Nell’anno nero delle sanzioni da parte del governo Usa, che sono costate un miliardo di dollari alla cinese Zte, l’ultimo trimestre dell’anno fiscale 2018 è in pieno recupero, con un utile di 42 milioni di dollari.

La cinese Zte è il quarto produttore al mondo di apparecchiature per le telecomunicazioni. Le sanzioni volute dal presidente Usa Donald Trump avevano congelato le sue attività lo scorso aprile sino alla fine di luglio e aveva dovuto pagare 1,4 miliardi di dollari per superarle, con perdite calcolate ad agosto pari a circa 7,8 miliardi di yuan, vale a dire più o meno un miliardo di dollari.

Nei risultati finanziari presentati ieri l’azienda ha presentato le perdite finite a bilancio, che sono all’interno della forchetta fornita dall’azienda in sede di previsioni, ma superiori alle stime fatte da dieci analisti secondo i dati raccolti da Refinitiv Eikon.

L’azienda ha indicato che il fatturato per il quarto trimestre del 2018 è fissato a 26,7 miliardi di yuan, mentre il fatturato annuale è fermo a 85,5 miliardi di yuan, con un calo del 21,4% rispetto all’anno precedente. Un calo peraltro superiore alle attese di dodici analisti, che si aspettavano invece un calo più contenuto, a 87 miliardi di yuan.

L’azienda deve il suo rientro nella profittabilità soprattutto al recupero portato sul mercato dalla finestra di opportunità dello sviluppo delle tecnologie 5G: Zte è uno dei fornitori chiave a livello mondiale di soluzioni end-to-end per il 5G e punti di forza sulla parte radio del 5G, core network, applicazioni verticali per settori industriali e nei terminali. Inoltre, Zte sta continuando a collaborare con gli organi per la standardizzazione del 5G, come il 3GPP, in concerto con il quale ha realizzato 1200 famiglie di Standard-essential patents (Sep) e tremila richieste di brevetto per il 5G anche presso altri enti internazionali. Nel complesso, l’azienda nel corso del 2018 aveva fatto richiesta per l’assegnazione di 73mila brevetti globali, con 35mila effettivamente riconosciuti in varie parti del mondo.

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