IL CASO

Zte negli Usa cambia tutti i top executive: basterà a rimettersi in sella?

Il vendor cinese rimuove il ceo Zhao: al timone arriva Xu Ziyang. Via anche i vice-presidenti esecutivi e rinnovato l’intero Cda. Ma l’accordo con il dipartimento del Commercio è stato bloccato dal Senato. I dipendenti si chiedono se senza i vecchi manager la compagnia riuscirà più a fare business in America

Pubblicato il 05 Lug 2018

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Zte ha modificato l’intero team manageriale negli Usa come richiesto dall’accordo siglato col dipartimento del Commercio degli Stati Uniti per evitare il divieto di acquistare per sette anni componenti dalle imprese americane. Il bando era stato imposto ad aprile da Washington come sanzione per la violazione di precedenti accordi con il governo americano.

L’accordo è stato di fatto bloccato il mese scorso dal Senato, ma, nonostante il business americano di Zte resti in bilico, il vendor è andato avanti con le misure previste dall’accordo con l’amministrazione Trump e ha adesso negli Usa un nuovo Ceo, Xu Ziyang, che ha in passato guidato le attività tedesche dell’azienda. Come nuovi vice-presidenti esecutivi sono stati nominati Wang Xiyu, Gu Junying e Li Ying; quest’ultimo è anche il nuovo chief financial officer.

L’accordo firmato a giugno con il dipartimento del Commercio, che costa a Zte anche 1,4 miliardi di dollari di multa, esige dall’azienda cinese che entro 30 giorni cambi la sua squadra di top manager, dal Cda a tutti i dirigenti senior fino agli executive associati con le precedenti violazioni degli accordi con gli Stati Uniti.

Zte ha di conseguenza rimosso l’ormai ex Ceo Zhao e cinque vice presidenti esecutivi, ovvero Xu Huijun, Zhang Zhenhui, Pang Shengqing, Xiong Hui e Shao Weilin. Il vendor ha anche eletto un nuovo Cda che ora è guidato dal chairman Li Zixue, che prende il posto di Yin Yimin. Zte negli Usa ha anche un nuovo chief technology officer, Wang Xiyu, prima vice-Cto.

Il mese scorso il Senato americano, sfidando la linea seguita dall’amministrazione Trump, ha approvato un emendamento alla legge di spesa per la difesa nazionale che vanifica l’intesa raggiunta dal dipartimento del Commercio con Zte. L’emendamento, approvato con larghi consensi bipartisan, ha confermato il bando di sette anni alle vendite di componenti Usa imposto ad aprile al gruppo di Shenzen.

Resta da vedere dunque se l’amministrazione Trump troverà il modo di salvare Zte in America; in più, alcuni dipendenti del vendor cinese sentiti da Reuters si sono detti scettici sul fatto che Zte possa rivitalizzare il business negli Usa ormai fermo da mesi e gravemente colpito nella reputation, soprattutto ora che sono stati allontanati  tutti i “veterani” del management.

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