Obama apre agli stati canaglia: via all'"export" del Web

LA STRATEGIA OBAMA

In deroga agli embarghi il governo Usa dà la possibilità alle aziende dell'Ict di esportare tecnologie per la comunicazione online in Iran, Sudan e Cuba. Obiettivo: dare "voce" a chi finora non ne ha avuto la possibilità

di Antonello Salerno
Esportare tecnologie gratuite negli “Stati canaglia” per permettere a tutti di esprimersi liberamente in chat, blog, siti per la condivisione di immagini. Un modo per mettere un piede in mezzo alla porta dei paesi più chiusi e offrire uno spiraglio a chi vuole far sentire la sua voce e finora non ne ha avuto la possibilità. E’ la strategia messa in campo dall’amministrazione Obama, che consentirà alle società che operano nel campo delle tecnologie e di Internet di esportare “alcuni servizi e software inerenti alla comunicazione personale su internet” verso Iran, Cuba e il Sudan, in deroga agli embarghi e alle norme molto restrittive che regolano il settore oltreoceano.

In questo modo sarà possibile per Microsoft, Yahoo e altri provider di superare ogni paura di sanzioni e sbarcare in zone che fino a qualche giorno fa erano considerate off limits. La decisione del dipartimento del Tesoro è arrivata dopo le crescenti pressioni, anche interne al Congresso, giunte al culmine dopo il clamore suscitato dalle proteste della popolazione iraniana nel periodo delle elezioni, che avevano trovato proprio in internet l’unico canale per rendersi visibili nel resto del mondo.

Secondo Neal Wolin, vice segretario al Tesoro, le nuove norme mirano a “garantire ai cittadini di questi paesi la possibilità di esercitare i diritti universali di espressione nella maniera più ampia”. Passa così in secondo piano, anche se in maniera rigidamente limitata, la logica dell’embargo: in alcuni casi specifici superarla diventa strategico per “favorire il cambiamento”, sempre tenendo ben presente l’interesse nazionale degli Usa.

“Sono soddisfatto del fatto che il dipartimento del Tesoro stia dando attuazione alle scelte del segretario di Stato Hillary Clinton di rendere più semplice l’uso di internet per i cittadini dei regimi oppressivi e antidemocratici – afferma Berin Szoka, direttore del centro per la libertà di Internet nella Progress and freedom foundation - Perché però limitarsi soltanto a ciò che è gratuito? Non tutti gli strumenti che potrebbero essere molto utili ai dissidenti sono gratuiti”.

15 Marzo 2010