Telecom Italia: Andrea Mangoni lascia il 30 aprile

L'ANNUNCIO

Il direttore generale per il Sudamerica lascia l'incarico come annunciato. Intanto è fissato al 18 febbraio il Cda in cui si deciderà il futuro di TI Media

Ufficializzata al prossimo 30 aprile la data delle dimissioni di Andrea Mangoni, direttore generale per il Sudamerica. In quella data Mangoni lascerà il Gruppo Telecom Italia, come da lui stesso preannunciato la settimana scorsa. Al suo posto in qualità di Ceo di Tim Particpacoes, la controllata brasiliana di Telecom Italia, subentra Rodrigo Abreu, attuale Ceo di Cisco Brasil. Entrerà in carica il prossimo 4 marzo.

Intanto, sul fronte della vendita di TI Media, è previsto per lunedì prossimo, 18 febbraio, il consiglio di amministrazione in cui si deciderà il futuro de La7. Secondo quanto riferito oggi dal Corriere della Sera, i consiglieri Tarak Ben Ammar, Gabriele Galateri, Elio Catania e Renato Pagliaro spingono per chiudere il dossier di vendita. Quattro consiglieri che rappresentano altrettanti azionisti di peso, cui si agginge anche Cesar Alierta, presidente di Telefonica, anch'egli favorevole ad una rapida cessione degli asset televisivi di Telecom Italia. Sul fronte opposto il presidente esecutivo Franco Bernabè, orientato ad un rinvio sulla vendita di TI Media e determinato a non svendere.

Il bilancio in rosso di TI Media complica la vendita de La7, che alla luce dei conti del gruppo, rischia sempre più di diventare una svendita. Il board di Telecom Italia, riunito il 7 febbraio scorso, non ha avuto tempo di esaminare le tre offerte arrivate sul tavolo del cda da Cairo Communications, fondo Clessidra e quella dell'outsider Centro Europa 7. TI Media nel 2012 ha registrato ricavi a 222,3 milioni di euro in calo del 6,7%, Ebitda negativo per 44,8 milioni a fronte di un risultato positivo per 27,3 milioni nel 2011, e un indebitamento finanziario netto di 260,1 milioni di euro, in aumento di 121,4 milioni di euro rispetto all’anno scorso. La raccolta pubblicitaria lorda di La7 è calata del 3,5%, con un andamento migliore rispetto alla flessione del 15,3% del mercato pubblicitario globale. Prosegue invece il miglioramento dei margini di Timb.

Per quanto riguarda le offerte, nei giorni scorsi il fondo Clessidra di Claudio Sposito avrebbe ritoccato l’offerta di 350 milioni di euro presentata in precedenza, per l’acquisizione degli asset televisivi La7, del 51% di Mtv e per le risorse frequenziali di TI Media compresa Telecom Italia Media Broadcasting che, con i suoi tre multiplex è il piatto forte dell’affare. Anche Cairo Communications, l’altro pretendente in lizza, starebbe ancora limando la sua offerta, che secondo voci di mercato si aggira intorno a 100 milioni di euro per la sola emittente La7. L'offerta di Cairo non sarebbe vincolante ma è finalizzata a rilevare il 100% de La7 insieme a Mtv, entrambe possedute da TI Media. Urbano Cairo avrebbe chiesto a Telecom Italia di accollarsi il rosso di gestione almeno dell’anno scorso e dell’esercizio in corso.  Telecom Italia potrebbe inoltre contribuire con un'iniezione di capitali e accompaganre la cessione di La7 con ulteriori forme di sostegno, che potrebbero tradursi in fomre di pubblicità garantita da parte del gruppo tlc.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 14 Febbraio 2013

TAG: andrea mangoni, telecom italia, sudamerica, rodrigo abreu, tim participacoes, marco patuano, franco bernabè, TI media, La7, Tarak Ben Ammar, Gabriele Galateri, Elio Catania, Renato Pagliaro, Cesar Alierta, telefonica, cairo communications, clessidra, centro europa 7, timb, claudio sposito

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