LE DICHIARAZIONI

Labriola: “Consolidamento chiave per fare efficienza industriale”



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L’Ad di Tim torna sul tema del M&A per sanare l’asimmetria del mercato europeo delle Tlc con quelli esteri. E rilancia: “In Italia ci sono i prezzi più bassi al mondo. È abbastanza difficile sostenere quattro operatori”

Pubblicato il 6 mag 2026



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PIETRO LABRIOLA AD TELECOM
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Punti chiave

  • L’amministratore delegato Pietro Labriola vede opportunità di crescita e sinergie nell’Opas di Poste su Tim; il Cda darà indicazioni al momento opportuno.
  • Sottolineato il bisogno di consolidamento delle Tlc in Europa e in Italia per efficienze industriali; cloud e intelligenza artificiale richiederanno servizi di qualità garantita.
  • L’operazione mira a una piattaforma digitale nazionale e alla sovranità del cloud; valore indicato ~10,8 miliardi, sinergie per 700 milioni, Eps positivo dal 2027.
Riassunto generato con AI

“In base alle indicazioni di Poste, vediamo iniziative di crescita e sinergie che si possono sviluppare”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di Tim , Pietro Labriola, intervenuto al Salone del risparmio dii Milano.

Al momento opportuno, ha aggiunto Labriola, sarà responsabilità del Cda dare un’ulteriore indicazione al mercato sull’operazione lanciata da Poste su Tim.

Labriola: Consolidamento Tlc per allineare il mercato Ue

Due i temi strategici sul tavolo per Labriola. Intanto, il consolidamento nelle Tlc.

“Anche a livello europeo, si è compreso che l’asimmetria verso altri mercati, cioè Usa, Brasile, India o Cina, non ha alcun senso logico e quindi ci si muove verso il consolidamento, che vuol dire fare efficienze industriali”, ha detto l’Ad di Tim .

“I nostri Paesi europei hanno bisogno di 4 reti di telefonia mobile? Hanno bisogno di due reti in fibra? No. In tutta Europa si parla di consolidamento, in Italia ci sono i prezzi più bassi al mondo. È abbastanza difficile per il mercato italiano sostenere quattro operatori”, ha concluso l’amministratore delegato di Tim.

Il secondo tema è quello della rilevanza e delle opportunità per le telco nell’era contemporanea e nel prossimo futuro: “Se guardo avanti, cloud e intelligenza artificiale richiederanno sempre più servizi di Tlc a qualità garantita“, ha evidenziato Labriola.

L’Opas di Poste su Tim: infrastruttura digitale per l’Italia

Lo scorso marzo il Consiglio di amministrazione di Poste Italiane ha approvato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria sull’azienda guidata da Labriola, con l’obiettivo di acquisirne l’intero capitale sociale e procedere alla revoca dalla quotazione su Euronext Milan. Il corrispettivo complessivo dell’operazione è indicato in circa 10,8 miliardi di euro.

L’operazione punta a dare vita a “un unico Gruppo”, integrando due tra le principali realtà industriali italiane. Nella ricostruzione di Poste, il nuovo soggetto nascerebbe come la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, con posizioni di leadership nei servizi finanziari e assicurativi, nella logistica, nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali.

Nella riunione di fine marzo, il Consiglio di amministrazione di Tim “ha preso atto dell’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria e totalitaria promossa da Poste Italiane” e “ha avviato il processo di valutazione dell’Opas nell’interesse della Società e dei suoi azionisti”.

Poste-Tim, consolidamento e sovranità

Nella recente audizione alla Camera in Commissione Trasporti in merito al contratto di programma con il Mimit per il quinquennio 2026-2031, l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, ha chiarito che l’operazione Poste-Tim è anche “un primo passo di consolidamento importante” per il mercato delle Tlc. “Il fatto che Poste Mobile e Tim si mettano insieme”, dal punto di vista del mercato retail e consumer, significa che il secondo operatore si unisce al quinto. E “questo è un consolidamento”, ha spiegato Del Fante.

L’operazione, naturalmente, “non tocca la rete che, come noto, nel luglio del 2024 Tim ha ceduto alla società Fibercop”, ha proseguito l’Ad. Fibercop “oggi è proprietaria di parte della rete in fibra e resta proprietaria della storica rete in rame. Nel mercato abbiamo anche un altro grande operatore, ovvero Open Fiber”.

Nella call con gli analisti di fine marzo Del Fante ha anche affermato che la combinazione con l’operatore guidato da Labriola è “un passaggio fondamentale nella creazione di un fornitore di servizi di infrastrutture critiche per la pubblica amministrazione e le imprese, promuovendo la sovranità del cloud e la riservatezza dei dati, valorizzando al contempo il potenziale dell’evoluzione digitale dell’economia italiana”.

Sinergie per 700 milioni, Eps positivo dal 2027

Sul fronte economico-finanziario, Poste stima che la combinazione possa generare valore rilevante grazie a efficienze di costo e di ricavo quantificate in 700 milioni di euro. Del Fante ha definito l’operazione “una opportunità unica per integrare un provider leader di mercato in connettività e tech nella più grande piattaforma italiana di distribuzione digitale e fisica”.

I benefici, secondo quanto illustrato dal gruppo, dovrebbero diventare più evidenti dal 2028, quando le sinergie saranno “a doppia cifra”. Il manager ha inoltre confermato che “la guidance di Poste Italiane per il 2026 sul dividendo per azione è confermata” e che “il pro forma leverage resta pienamente in linea con il nostro attuale credit rate”.

Nella stessa call Del Fante ha aggiunto che “l’utile per azione (Eps) sarà positivo già nel 2027 e tale crescita sarà a doppia cifra a partire dal 2028”, rafforzando così il messaggio al mercato sulla sostenibilità finanziaria e sulla capacità dell’operazione di produrre valore in tempi relativamente rapidi.

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