5G e Cybersecurity, il Consiglio Ue dà l'ok e spinge alla rapida adozione del "pacchetto" - CorCom

LA STRATEGIA

5G e Cybersecurity, il Consiglio Ue dà l’ok e spinge alla rapida adozione del “pacchetto”

Bisogna accelerare sull’implementazione: via ad un action plan per monitorare lo stato di avanzamento della realizzazione di una rete di Soc (Security operation centres) continentali. Si punta a raggiungere maggiore autonomia europea pur preservando un’economia aperta

22 Mar 2021

Patrizia Licata

giornalista

La cybersicurezza è essenziale per costruire un’Europa resiliente, green e digitale: lo affermano le conclusioni adottate dal Consiglio dei ministri dell’Ue in mertio alla strategia dell’Unione europea sulla cybersecurity per il decennio digitale.

La strategia è stata presentata dalla Commissione e dall’alto rappresentante per gli Affari esteri a dicembre 2020. Definisce il quadro di azioni per proteggere cittadini e aziende dell’Ue dalle minacce cyber, promuovere un sistema di informazione sicuro e proteggere un cyberspazio globale, aperto, libero e sicuro.

Le conclusioni fissano un obiettivo chiave per l’Europa: raggiungere l’autonomia strategica pur preservando un’economia aperta. Ciò implica, si legge nella nota del Consiglio dell’Ue, rafforzare la capacità di compiere scelte autonome nel settore della cybersicurezza, con l’obiettivo di consolidare la leadership digitale dell’Ue e le sue capacità strategiche.

Anche il 5G nelle aree di azione per la cybersicurezza

Le conclusioni adottate dal Consiglio evidenziano le aree chiave di azione per i prossimi anni. Tra queste: pianificare la creazione di una rete di Soc (Security operation centres) in tutta l’Ue per monitorare e anticipare segnali di attacchi alle rete; e definire i compiti per una cyber unit congiunta che darà una direzione chiara alle azioni di gestione di eventuali crisi di cybersecurity in Ue.

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Il Consiglio ha ribadito l’impegno al rapido completamento dell’implementazione delle misure della Eu 5G toolbox e a proseguire nelle azioni per garantire la sicurezza delle reti 5G e sviluppare le future generazioni di rete.

Le conclusioni del Consiglio affermano anche la necessità di uno sforzo congiunto per accelerare l’adozione di standard per per sicurezza Internet, anche per aumentare la competitività dell’industria europea; e la necessità di sostenere lo sviluppo della cifrature forte come mezzo per proteggere i diritti fondamentali e la sicurezza digitale, sempre garantendo la possibilità per le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie di esercitare i loro poteri online e offline.

La cyber diplomazia e la cooperazione internazionale

Le conclusioni includono un aumento dell’efficacia della cyber diplomacy toolbox soprattutto per prevenire e contrastare i cyberattacchi con effetti sistemici che possono colpire le supply chain, le infrastrutture critiche e i servizi essenziali, le istituzioni e i processi democratici e minare la sicurezza economica.

Viene inoltre chiesto di valutare la creazione di un cyber intelligence working group per rafforzare la Eu Intcen.

Fa parte della strategia Ue adottata dal Consiglio il rafforzamento della cooperazione con le organizzazioni internazionali e i paesi alleati per comprendere più a fondo il panorama delle cyber-minacce.

Infine, viene proposto di sviluppare un programma per costruire capacità cyber esterne all’Ue per aumentare la cyber resilienza su scala globale.

Ora serve una rapida implementazione del piano

Il Consiglio dell’Ue ha detto che invita la Commissione europea e l’Alto rappresentante a definire un piano di implementazione dettagliato della strategia sulla cybersicurezza. Il Consgilio monitorerà il progresso dell’adozione delle conclusioni adottate tramite un action plan che verrà valutato e aggiornato regolarmente.

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Fondi pubblici, accelerazione della roadmap, burocrazia, effetti elettromagnetici: il 5G è giunto alla prova dei fatti. L’Europa vuole spingere sull’infrastrutturazione ma il nostro Paese – pioniere con le sperimentazioni – si trova oggi in una fase critica: a due anni di distanza dai primi test, la copertura effettiva del territorio nazionale è di appena il 10%.

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