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NUOVE RETI

5G, l’appello della Merkel: “L’Europa marci unita sul fronte sicurezza”

La cancelliera tedesca dice no a soluzioni nazionali e no alla crociata anti-Huawei: “Sulle Tlc di nuova generazione la Ue si gioca il suo futuro, serve una strategia condivisa”

27 Nov 2019

Patrizia Licata

giornalista

I paesi dell’Unione europea devono adottare un approccio condiviso nei confronti della Cina e  della sicurezza delle reti 5G: lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel durante un dibattito al Bundestag. Per la Markel uno dei pericoli maggiori sul cosiddetto “caso Huawei” è che i singoli membri dell’Ue varino politiche separate sulla Cina e vengano lanciati “segnali contrastanti”; mostrarsi divisi “sarebbe un disastro non per la Cina, ma per noi in Europa”, ha sottolineato la cancelliera.

Il Parlamento tedesco ha votato nei giorni scorsi per avocare a sé il diritto di veto sui contratti relativi alle forniture di rete 5G. Per la maggioranza dei deputati Huawei andrebbe esclusa per motivi di sicurezza nazionale, ma la Merkel ha messo in guardia su un approccio che mette nel mirino uno specifico fornitore. Secondo la cancelliera Germania e Francia dovrebbero prima allinearsi su una strategia unica e poi proporla agli altri Stati dell’unione, ma si dovrebbe trattare di una strategia basata su standard di sicurezza e non sull’assunto che alcuni fornitori vanno tenuti fuori.

Europa divisa sul caso Huawei

Dopo il bando contro Huawei l’amministrazione Trump ha lavorato per indurre gli alleati europei a seguire la sua politica di divieti sulle forniture Tlc cinesi, ma gli stati dell’Ue hanno finora proceduto separati. La Francia si è distaccata dalla linea di Washington, riservandosi di mettere sotto esame i vari prodotti per verificare che non ci siano minacce per la sicurezza; la Germania sembra invece orientata a un bando più puntuale contro Huawei. In Italia la Camera ha approvato in via definitiva il decreto sul Perimetro cibernetico, con l’articolo 3 che determina le “disposizioni in materia di reti di telecomunicazione elettronica a banda larga con tecnologia 5G” e indica che la decisione se esercitare o meno i poteri speciali dovrà essere presa “previa valutazione degli elementi indicanti la presenza di fattori di vulnerabilità che potrebbero compromettere l’integrità e la sicurezza delle reti e dei dati che vi transitano”.

“Senza dubbio occorrono alti standard si sicurezza nell’espansione del 5G, ma come dobbiamo discuterne per quanto riguarda la Germania così dobbiamo parlarne con gli altri partner europei”, ha dichiarato la Merkel, secondo quanto riportato da Reuters.

Il dibattito in Germania

In Germania gli operatori telecom, che hanno stretti legami commerciali con Huawei e usano, almeno in parte, i suoi prodotti di rete, hanno messo in guardia Berlino sui rischi di un bando contro il fornitore cinese: comporterebbe un forte rallentamento nel lancio delle reti 5G con un conseguente impatto sulla competitività economica tedesca.

La cancelliera Merkel crede nella partnership con Pechino e le sue imprese Tlc e nell’inclusione di Huawei nelle gare per il 5G. Ma membri influenti della Cdu si oppongono categoricamente al coinvolgimento di Huawei e di qualunque azienda legata agli interessi di governi terzi e appartenenti a stati non democratici; tra gli intransigenti ci sono l’ex ministro dell’interno Norbert Röttgen e il segretario generale del partito, Paul Ziemiak. “Nessuna azienda cinese è un’azienda indipendente”, ha detto Röttgen, riporta DW. Si tratta di una “urgente questione di sicurezza nazionale”.

È la stessa linea dei social-democratici, parte della maxi coalizione di governo, che hanno chiesto in un policy paper di bandire dalle forniture 5G “i produttori non affidabili, specialmente se non è possibile escludere azioni di interferenza, manipolazione e spionaggio contrarie alla nostra costituzione”.

L’impasse nell’esecutivo è stato alla fine superato con l’approvazione in Parlamento della mozione sostenuta dalla Cdu che toglie al governo l’ultima parola sul 5G e dà al Bundestag il diritto di autorizzare o vietare un fornitore. Di qui l’intervento della Merkel che ha chiesto di evitare la crociata anti-Huawei e stabilire invece un piano basato su standard di sicurezza e condiviso su scala Ue.

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