Cybersecurity, Matteo Lepore svela la strategia per Bologna

COMUNALI 2021

Bologna, Matteo Lepore lancia la strategia per la cybersecurity

Il candidato sindaco del centrosinistra punta ad avviare corsi di formazione ad hoc negli Its. “Figure decisive per il salto di qualità digitale della Pubblica amministrazione”

21 Set 2021

Patrizia Licata

giornalista

La cybersicurezza diventa protagonista della prossima tornata di elezioni locali: a Bologna il candidato sindaco del centrosinistra Matteo Lepore ha inserito tra i punti essenziali del suo programma una “strategia della cybersecurity” per il capoluogo emiliano. E lo farà puntando sulla formazione svolta negli istituti tecnici superiori.

Il maxi attacco hacker alla Regione Lazio ha dimostrato una volta per tutte che la competenza nella gestione dei dati è un imperativo. Se eletto sindaco, Lepore accoglierà la proposta, presentata dal deputato Pd Serse Soverini, di una formazione ad hoc per tecnici della sicurezza presso gli Its che poi potranno lavorare per il Comune.

“C’è bisogno di rafforzare questo lato della formazione tecnica, non perché sia debole, ma perché siamo un’eccellenza a livello nazionale ed europeo” grazie anche al Tecnopolo e al Cineca, ha detto Lepore in conferenza stampa. “Servono tecnici in grado di gestire i dati”, ha detto Soverini.”Questi tecnici sono prodotti dagli Its e sono figure decisive per il salto di qualità digitale della Pa che l’Europa ci chiede”.

Un corso di cybersecurity per la Pa digitale

L’intenzione del Comune di Bologna, quindi, è di lanciare un percorso innovativo cogliendo le opportunità aperte dal Decreto Brunetta sulle nuove forme di reclutamento del personale tecnico nella Pa.

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Il percorso di formazione in cybersecurity per la pubblica amministrazione prevede la selezione di persone che dovranno poi frequentare presso gli Its un percorso di specializzazione di 2.000 ore, suddivise tra i laboratori con gli esperti (1.200 ore) e la pratica negli uffici del Comune di Bologna con competenza nella sicurezza dei dati (800 ore). Alla fine del corso, se saranno promossi, i partecipanti verranno assunti.

Per Soverini questo “permette al Comune di stabilizzare le sue unità della cybersecurity e di diventare anche luogo di innovazione”.

Bologna si candida così a diventare la capitale italiana per l’innovazione digitale dei servizi pubblici e per la formazione di giovani tecnici italiani specialisti in cybersecurity e gestione dei big data. “I comuni – ha detto Lepore – hanno bisogno di avere all’interno figure competenti, in particolare su temi strategici
come la sicurezza dei dati e noi vogliamo essere un luogo sperimentale”.

Alleanza a quattro per la formazione sui dati

Il progetto di formazione sarà sviluppato grazie ad un’alleanza del Comune di Bologna con la rete degli Its dell’Emilia Romagna, la Regione e il governo.

“La sicurezza dei dati è un tema contemporaneo”, ha affermato l’assessore regionale alle Attività produttive Vincenzo Colla, e la Regione Emilia-Romagna continuerà a investire sia “sulle lauree professionalizzanti che sugli Its”.

Cybersecurity, l’appello della Conferenza delle Regioni a Draghi

Nei giorni scorsi il presidente della conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga ha fissato in un documento in cinque punti gli obiettivi delle amministrazioni locali sul fronte della cybersicurezza. Il documento è stato inviato al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e parla di sistema centralizzato con coinvolgimento degli enti locali e risorse dedicate alla formazione dei dipendenti della Pa.

La proposta fa seguito agli attacchi hacker che hanno colpito i sistemi informatici della Regione Lazio. Si tratta di un’esperienza, sottolinea la conferenza delle Regioni, che ha messo in luce la necessità di ulteriori sforzi del governo per implementare la cybersicurezza.

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