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Cybersecurity, Google mette “alla gogna” i siti senza crittografia

La versione aggiornata di Chrome segnalerà come “non sicuri” i portali che non adottano il protocollo https. Il blog dell’azienda: “Pietra miliare per la sicurezza del browser”

27 Lug 2018

Google spinge il web verso la criptografia per la sicurezza della navigazione online. L’ultima versione del browser Chrome (la numero 68), segnala esplicitamente – con un’etichetta – come “non sicuri” tutti quei siti web che non sono criptati. In un post del blog che annunciava la modifica, Google descrive l’iniziativa come “una pietra miliare per la sicurezza di Chrome”.

Si tratta dei siti che non usano il protocollo https per la comunicazione su internet, (l’acronimo sta per HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer) più sicuro rispetto al vecchio http (la esse in più nel nome sta per “sicuro”). L’https, diversamente dall’http, protegge l’integrità e la riservatezza dei dati scambiati tra i computer e i siti, offrendo uno scudo contro i cybercriminali quando si accede al sito della banca, ad esempio, o quando si fa shopping online.

La novità, preannunciata nel febbraio scorso, è solo l’ultimo passo di Google verso un web più cifrato, e quindi meno esposto a rischi. Già dal 2014 la compagnia di Mountain View dà più visibilità alle pagine https tra i risultati del suo motore di ricerca.

Dagli inizi del 2017, inoltre, segnala come non sicure tutte le pagine che richiedono di fare login, cioè di inserire le proprie credenziali. Google ha annunciato che a partire dalla versione 70 in arrivo in autunno, Chrome mostrerà un avviso di colore rosso all’inserimento di informazioni sulle pagine che ancora non avranno abbracciato questo nuovo standard.

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