IL CASO

Inps, sulla fuga di dati indaga il Garante Privacy

Dopo la notifica da parte dell’ente sul data breach, l’Autorità apre l’istruttoria: si valuterà l’adeguatezza delle contromisure adottate e degli interventi necessari a tutelare i diritti degli utenti

02 Apr 2020

F. Me.

27/11/2008 ANTONELLO SORO

Il Garante Privacy avvia un’indagine sul “caso Inps. “A seguito delle numerose segnalazioni pervenute e della notifica di data breach effettuata dall’Inps, in relazione alla violazione di dati personali che ha riguardato il suo sito istituzionale – si legge in una nota dell’Autorità – il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’istruttoria allo scopo di effettuare opportune verifiche e valutare l’adeguatezza delle contromisure adottate dall’ente e gli interventi necessari a tutelare i diritti e le libertà degli interessati”.

Inoltre per non amplificare i rischi per le persone i cui dati personali sono stati coinvolti nel data breach e non incorrere in possibili illeciti, l’Autorità “richiama l’attenzione sulla assoluta necessità che chiunque sia venuto a conoscenza di dati personali altrui non li utilizzi ed eviti di comunicarli a terzi o diffonderli, ad esempio sui canali social, rivolgendosi piuttosto allo stesso Garante per segnalare eventuali aspetti rilevanti”.

Il caso Inps

Ieri il boom di domande al sito dell’Inps da parte dei lavoratori autonomi per accedere all’indennità  da 600 euro ha mandato il sito dell’ente in tilt. Con risvolti anche sul fronte della privacy, dato che per alcuni minuti gli utenti che hanno fatto domanda si sono trovati davanti a una schermata con dati di altri utenti. “Abbiamo avuto nei giorni scorsi e anche stamattina violenti attacchi hacker”, ha spiegato il presidente, Pasquale Tridico che ha assicurato che tutti gli aventi diritto potranno ricevere il bonus. Il sito è rimasto chiuso temporaneamente, fino alle 17 di ieri,  per “consentire una migliore e più” efficace canalizzazione delle richieste di servizio”.

L’Inps ha deciso che da oggi i servizi online saranno divisi in base alla tipologia del richiedente. Infatti, i servizi per Patronati ed intermediari saranno disponibili dalle ore 8:00 alle 16:00. Per i cittadini, si potrà accedere ai servizi online dalle ore 16:00 alle 8:00. Le richieste di bonus per le partite Iva, invece, non avranno limitazioni d’orario: potranno essere fatte a qualsiasi ora.

LIVE STREAMING 11 GIUGNO
Security Intelligence: investire in sicurezza per prevenire i rischi
Intelligenza Artificiale
Sicurezza

L’Istituto ha comunque rassicurato gli utenti dicendo che non si terrà conto dell’ordine cronologico delle domande e che si potranno pagare le prestazioni a tutti gli aventi diritto. “La gran parte dei pagamenti – ha assicurato Tridico – dovrebbero arrivare intorno al 15 aprile ma si pagherà anche nei giorni successivi”.

Solo per la cassa integrazione sono arrivate già domande dalle imprese per 1,4 milioni di lavoratori costretti a casa a causa della chiusura delle imprese o dalla riduzione della mole di lavoro. Per 1,2 milioni di lavoratori comunque il pagamento è stato già anticipato dall’azienda (che poi farà il conguaglio sui contributi con l’Inps) mentre per gli altri 200.000 il pagamento sarà diretto.  “Capisco la frustrazione di chi non riesce ad accedere al servizio – ha detto Tridico – ma stiamo lavorando 24 ore su 24 per dare risposte al Paese”.

 

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 2