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TRADE WAR

Internet, stop al progetto di cavo sottomarino di Google e Facebook

Il dipartimento di Giustizia Usa dice no a Hong Kong come destinazione del Pacific Light Data Network: troppe ingerenze da Pechino. Il cavo in fibra parte da Los Angeles per garantire scambio dati superveloce con l’Asia. I due big della Silicon Valley alla ricerca di un approdo alternativo

11 Feb 2020

Patrizia Licata

giornalista

Hong Kong deve restare fuori dal maxi-cavo sottomarino Pacific Light Data Network finanziato (anche) da Google e Facebook per stabilire un collegamento Internet superveloce tra Usa e Cina. Il cavo da 12.800 km e velocità di connessione da 120 terabit al secondo, che in base al progetto originario parte da Los Angeles per approdare a Hong Kong, resta così invischiato nella disputa tecnologica e politica tra Washington e Pechino. Ora i due colossi del digitale propongono una destinazione alternativa: Taiwan o le Filippine. Lo riporta il Wall Street Journal.

Google e Facebook hanno chiesto alle autorità americane il permesso di usare altri rami del cavo sotto il Pacifico lasciando la porzione cinese offline dopo che un panel sulla sicurezza nazionale diretto dal ministero della Giustizia Usa ha negato l’autorizzazione finale all’utilizzo del Pacific Light Data Network (che è già completato) se il punto di approdo è Hong Kong.

In seguito al no dei regolatori anche altre aziende tecnologiche stanno valutando punti di arrivo diversi dall’hub finanziario cinese per futuri collegamenti Internet con l’Asia. Il timore espresso dagli esperti di sicurezza americani riflette i timori di Washington sulle ambizioni tecnologiche cinesi. Ma sulla decisione pesa anche la presenza nel Pacific Light Data Network di un investitore cinese, Dr. Peng Telecom & Media Group Co.

Pechino ha stretto i controlli su Hong Kong

Hong Kong finora è sta un’importante destinazione per i cavi Internet americani. In Cina le aziende americane come Facebook e Google non possono operare, ma nel territorio semiautonomo fuori dalla mainland China l’accesso al web non è soggetto a restrizioni. Le aziende internazionali hanno di conseguenza sfruttato la città finanziaria come punto di partenza per connettersi con la regione asiatica del sud-est. Ma ora che Pechino ha stretto i controlli su Hong Kong gli Stati Uniti temono ingerenze e rischi alla sicurezza nazionale sulle reti Internet.

Un portavoce di Google ha detto che l’azienda ha chiesto l’approvazione per diversi cavi sottomarini e si adeguerà alle decisioni delle autorità preposte. Un portavoce di Facebook ha affermato che l’azienda si muove attraverso i canali appropriati per ottenere permessi e licenze.

Boom dell’economia dei dati

Il cavo sottomarino in fibra ottica di nuova generazione che attraversa l’oceano Pacifico è stato realizzato in due anni da una società nata dall’alleanza tra la Pacific Light data communication, Facebook e Google, mentre a posare il cavo è stata Te Subcom, filiale Usa della svizzera Te Connectivity. Il collegamento Internet superveloce tra la costa californiana degli Stati Uniti e l’Asia è stato finanziato dai due colossi della Silicon Valley in previsione dell’utilizzo sempre più massiccio di dati e, naturalmente, dei propri servizi (in particolare i video) nel continente.

I cavi sottomarini sono la vera autostrada di Internet: trasportano il 99% del traffico dati mondiali, sottolinea Reuters. Per le aziende Usa resta la difficoltà di trovare un canale di collegamento valido e sicuro per rispondere alla crescente domanda di banda per gestire video, chat e comunicazioni sui social media anche senza partner cinesi.

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