La babele della cybersecurity, 40 soluzioni anti-hacker per ogni azienda italiana - CorCom

LE RILEVAZIONI

La babele della cybersecurity, 40 soluzioni anti-hacker per ogni azienda italiana

Inutilizzata oltre la metà dei sistemi installati a protezione delle infrastrutture, rivela un report Trend Micro. Obsolescenza e mancanza di personale adeguato fra le cause principali. Outsourcing l’opzione più forte in campo

03 Nov 2021

L. O.

Cybersecurity, l’eccesso di soluzioni spinge le aziende verso l’outsourcing di servizi a difesa della propria infrastruttura. Emerge da un report di Trend Micro secondo cui in Italia le imprese hanno a disposizione una media di 37 sistemi di cybersecurity installate a protezione della propria infrastruttura, ma nel 51% dei casi non vengono utilizzate tutte. Una “babele” di soluzioni che comporta un costo crescente spesso non riconosciuto.

Obsolescenza e mancanza di personale qualificato

Fra le principali motivazioni che spingono la maggior parte degli addetti alla cybersecurity a non utilizzare determinate soluzioni ci sono le soluzioni considerate obsolete (39%), la mancanza di personale qualificato in grado di utilizzarle (35%), la mancanza di fiducia nella soluzione (29%) e infine la difficoltà di integrazione con altre soluzioni (25%).

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La gestione della security rimane critica. In caso di violazioni o mancata compliance alla normativa Gdpr, il campione rivela che l’azienda perderebbe una media di 230mila euro.

I rischi causati dall’eccesso di soluzioni

“La proliferazione di diversi strumenti è sempre più comune in tutte le aziende, ma quando si tratta di rilevamento e risposta agli incidenti, c’è un costo crescente che a volte non viene riconosciuto” spiega Salvatore Marcis, Technical Director di Trend Micro Italia.

Outsourcing la soluzione alternativa

La ricerca rivela che il 96% del campione ha preso in considerazione la modalità managed service – servizi gestiti, per esternalizzare le capacità di rilevamento e risposta. Questi servizi possono aiutare a superare le criticità interne, determinando una migliore strategia di gestione e risposta agli incidenti.

“Le organizzazioni – si legge in una nota – non solo devono pagare per le licenze e la manutenzione, ma i team di Security Operation Center sono sempre più stressati e rischiano il burnout nel tentativo di gestire troppe soluzioni. La mancanza di capacità nel mettere in ordine di priorità gli avvisi può anche esporre l’organizzazione a violazioni. Per questo non sorprende che molte aziende utilizzino servizi gestiti esternamente”.

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