La Bce lancia l'allarme sulle stablecoin: "Minaccia per privacy e sovranità monetaria" - CorCom

L'INTERVENTO

La Bce lancia l’allarme sulle stablecoin: “Minaccia per privacy e sovranità monetaria”

Per il componente del board Fabio Panetta valute virtuali, come Libra di Facebook, sono un rischio per l’indipendenza tecnologica dell’Ue. Ostacoli anche per la cyber-difesa e le attività di anti-riciclaggio

04 Nov 2020

Patrizia Licata

giornalista

Una moneta virtuale come una stablecoin gestita da una grazie azienda tecnologica, come Libra di Facebook, sarebbe un problema per la protezione dei dati e potrebbe persino ostacolare l’innovazione finanziaria. Lo ha affermato Fabio Panetta, membro del board della Banca centrale europea (Bce) nel corso del Salone dei Pagamenti organizzato dall’Abi.

“Ci sono questioni da affrontare che vanno dalla sicurezza dei dati alla compliance con la legge dell’Ue sulla data protection fino al blocco dell’innovazione finanziaria in Europa”, ha affermato Panetta.

Le stablecoin globali sono un’espressione della trasformazione digitale, ha evidenziato ancora Panetta, e la Bce resta aperta all’innovazione finanziaria e guarda con favore alla concorrenza internazionale. Tuttavia queste valute virtuali possono minacciare la sovranità monetaria degli Stati, mettere a rischio la stabilità finanziaria e limitare la competitività e l’indipendenza tecnologica dell’Unione europea.

Salvaguardare la sovranità monetaria pubblica

Panetta ha anche evidenziato il rischio che la moneta sovrana sia “ampiamente sostituita da uno strumento offerto solo ad alcuni a fronte dell’iscrizione a una piattaforma e della concessione di dati personali. Si tratterebbe di una situazione inaccettabile per la collettività”.

“La funzione della moneta sovrana risponde all’esigenza di sicurezza da parte dei cittadini e si fonda sulla loro fiducia nei confronti dello Stato; le banche centrali la rendono universalmente disponibile, gestendola nell’interesse pubblico. I cittadini non possono essere costretti a scegliere tra l’utilizzo dei dispositivi di pagamento a essi necessari e la sicurezza, di cui la moneta di banca centrale rimane la massima espressione. La sovranità monetaria pubblica va salvaguardata”, ha proseguito Panetta.

Una supervisione sulle Big tech

Solo nei giorni scorsi, alla conferenza “A new horizon for pan-European payments and digital euro”, organizzato dalla Bce, Panetta aveva ribadito la sua posizione affermando che “Una transizione digitale incontrollata potrebbe portare a rischi per i consumatori e di stabilità finanziaria”.

“Per evitare l’arbitraggio regolamentare e garantire parità di condizioni è fondamentale che anche gli emittenti e i fornitori dei più importanti servizi di stablecoin siano regolamentati, supervisionati e controllati a livello europeo”, ha aggiunto Panetta.

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Il passaggio verso i pagamenti digitali, con l’ingresso di nuovi soggetti, ha un potenziale di maggiore “scelta, efficienza e inclusione”, ha detto il membro del board della Bce ma le autorità europee “devono essere attente e pronte a rispondere alla trasformazione in corso del panorama europeo dei pagamenti. Devono garantire che i pagamenti digitali siano sostenuti da un mercato competitivo e innovativo in grado di soddisfare la domanda dei consumatori, preservando la sovranità europea”.

“Per raggiungere questi obiettivi – ha chiarito Panetta -, l’Eurosistema ha definito una strategia globale basata su elementi complementari che includono un nuovo quadro di supervisione globale che abbracci nuovi prodotti e attori e alla preparazione per la possibile emissione di un euro digitale.

Più ostacoli alla lotta al riciclaggio

Altro caveat espresso ora da Panetta al Salone dei Pagamenti di Abi è la creazione di ulteriori ostacoli alla lotta al riciclaggio internazionale a causa della diffusione delle valute digitali.

“La diffusione di ‘stablecoin’ facenti capo a operatori esteri potrebbe rendere il mercato europeo dei pagamenti dipendente da tecnologie sviluppate, gestite e disciplinate altrove. Ciò potrebbe rendere meno agevole la tracciabilità dei pagamenti nell’ambito della lotta al riciclaggio di denaro, al finanziamento del terrorismo e all’evasione fiscale. Infine, la dipendenza da operatori esteri potrebbe rendere il nostro sistema dei pagamenti inadeguato a sostenere il mercato unico e la moneta unica, oltre che vulnerabile a shock esterni, quale un attacco cibernetico”.

La risposta della Bce all’evoluzione del sistema dei pagamenti è una risposta sul piano delle politiche, ha concluso Panetta.

Gualtieri: “L’abuso delle valute virtuali” è un rischio per il sistema

Sul tema della lotta al riciclaggio è intervenuto anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri nell’ambito dell’incontro (in videoconferenza) dell’Ecofin. Gualtieri sostiene la creazione di una funzione di supervisione a livello europeo con un approccio graduale “se vogliamo ottenere risultati nel mitigare i rischi transnazionali che vengono anche dall’abuso di nuove tecnologie come le valute virtuali e stablecoin“. In una prima fase l’autorità europea potrebbe avere poteri di rafforzare la convergenza su standard e benchmark delle autorità nazionali, e, in un secondo momento, esercitare poteri di supervisione diretta sulla base di un insieme di regole unico.

“Gli eventi degli ultimi anni in Europa dimostrano bene come i rischi che vengono da flussi finanziari illeciti possono avere un impatto sull’integrità del nostro sistema: serve una riforma del quadro di supervisione dell’anti-riciclaggio europeo che l’Italia sostiene pienamente”, ha detto Gualtieri.

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