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LO STUDIO

Il cybercrime fa più paura del traffico di droga: in allarme il 70% degli americani

Barometro Eset: per nove cittadini su dieci gli attacchi hacker rappresentano un pericolo superiore anche al riciclaggio di denaro sporco. E per l’87% lo scenario peggiorerà

29 Gen 2019

Il 70% dei consumatori nord americani è preoccupato per l’uso improprio dei dati personali forniti ai siti Web quando effettuano operazioni bancarie o acquisti online. E la stragrande maggioranza vede ora il cyber crime come una minaccia per il proprio paese. Una situazione che, tra l’altro, è percepita come in peggioramento: nove americani su dieci pensano che la criminalità informatica sia “una sfida importante per l’intera sicurezza degli Stati Uniti”. La criminalità informatica è addirittura considerata una minaccia più importante del traffico di droga o del riciclaggio di denaro sporco. A preoccupare è anche la considerazione riservata a quanto fatto finora dalle forze dell’ordine, i cui sforzi per combattere la criminalità informatica sono stati giudicati non sufficienti. Un deciso cambio di prospettiva per una regione e una cultura da sempre poco inclini a farsi problemi per i rischi legati all’utilizzo dei dati personali.

Sono alcuni dei risultati chiave emersi dal Barometro della sicurezza informatica, un’indagine realizzata da Eset, società specializzata in soluzioni di cyber security, che ha coinvolto 3.500 adulti nel Nord America (2.500 negli Stati Uniti e mille in Canada). Lo studio è stato ideato dai responsabili delle politiche governative per valutare l’atteggiamento del pubblico nei confronti della criminalità informatica, sicurezza informatica e privacy dei dati e fa leva su una serie di domande coerenti con le indagini condotte per la Commissione europea nei Paesi del Vecchio continente. L’intento è quello di produrre dati utilizzabili dai governi senza che possano sussistere dubbi sulla loro neutralità.

Tra le evidenze più allarmanti di questo sondaggio c’è la mancanza di fiducia che la situazione possa migliorare a breve. Circa l’87% delle persone coinvolte ha affermato di aspettarsi un aumento del rischio di diventare una vittima del crimine informatico. C’è persino chi pensa di ridurre i propri acquisti online o a utilizzare i servizi di home banking (rispettivamente il 19% e il 20%) a causa dei crescenti problemi di sicurezza e privacy, mentre il 44% degli intervistati ha dichiarato che i problemi di sicurezza e privacy li hanno spinti a fornire meno informazioni personali sui siti Web. Tuttavia, se pur un numero molto elevato di persone teme di poter essere vittima di furto di identità (86%), la percentuale di intervistati che hanno segnalato di aver subito un furto di identità era molto meno della metà (30%).

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