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IL VOTO

Nasce “l’Internet russo”: si scollegherà dal web in caso di cyberattacco

La Duma approva l’istituzione di Runet, una intranet capace di tenere online il paese in caso di minaccia cibernetica. Ma per gli attivisti dei diritti civili il nuovo sistema che passerà al regolatore i dati su traffico e clienti degli Isp serve a controllare i dissidenti interni

16 Apr 2019

Patrizia Licata

giornalista

La Russia si potrà disconnettere da Internet: la Duma ha approvato le legge che crea una intranet nazionale interamente staccata dall’Internet globale che entra in funzione in caso di cyber-attacco. Una forma di difesa dalle minacce cibernetiche, secondo la Camera dei deputati russa, ma per gli attivisti di Internet e delle libertà civili è solo una nuova forma di censura dei contenuti sgraditi a Mosca.

Il testo – approvato con 307 sì e soli 68 no – deve passare ora al vaglio della Camera alta, dove si prevede un via libera scontato. Sarà poi firmato e promulgato dal presidente Vladimir Putin; la legge entrerà in vigore dal primo novembre.

I colossi americani dei social media Twitter e Facebook avranno nove mesi per allinearsi alla nuova legge spostando i loro dati su server localizzati in Russia, riporta l’agenzia Intefax citando Alexander Zharov, direttore dell’ente di vigilanza sulle telecomunicazioni Roskomnazor. Lo stesso Zharov ha detto di augurarsi che la Russia non si trovi costretta a oscurare Twitter e Facebook.

La nuova legge, contenuta nel più vasto “Digital economy national program”, autorizza la creazione di una Internet russa autonoma, la “Runet”, per permettere al paese di restare online anche disconnettendosi dall’Internet globale in caso di cyber-attacco grazie a una rete di server nazionali. “Se vediamo che altri paesi hanno le capacità tecniche per sferrare attacchi contro l’Internet russo allora noi dobbiamo avere le capacità tecniche di resistere a tali attacchi”, ha indicato il senatore Andrei Klishas al quotidiano tedesco DW. Klishas ha indicato che la Russia crede che gli Stati Uniti siano il nemico numero uno da cui guardarsi: “Non abbiamo dubbi che siano tecnicamente capaci di spegnere Internet in qualunque paese ritengano sia necessario”.

Lo stesso testo della legge afferma di avere come scopo quello di contrastare “la natura aggressiva della strategia Usa sulla cyber-sicurezza nazionale”, facendo riferimento a un documento di Washington del 2018 che identifica nella Russia uno degli “avversari strategici” degli Stati Uniti. Ma il vero obiettivo delle autorità russe, osservano molti analisti, è creare un filtro del traffico web sul modello del Great firewall cinese.

A febbraio la Russia ha già effettuato un “test generale” del suo sistema Internet nazionale, scollegandosi temporaneamente dai server internazionali. Il test ha verificato le disposizioni previste dalla legge oggi approvata e presentata alla Duma fin dallo scorso dicembre, che modifica la precedente legge sulle comunicazioni e sulla protezione delle informazioni al fine di preparare il paese a una possibile cyber-war. Il test di disconnessione da Internet ha fatto passare tutte le comunicazioni digitali di imprese, cittadini e pubbliche amministrazioni su una rete interna anziché su router internazionali.

La legge obbliga gli Internet service provider russi ad assicurare l’indipendenza dello spazio Internet russo Runet nel caso di aggressione straniera, mentre le aziende telecom russe dovranno installare “mezzi tecnici” per re-indirizzare tutto il traffico Internet russo verso punti di scambio approvati o gestiti dall’ente di vigilanza sulle telecomunicazioni RoskomnazorL’authority ispezionerà il traffico per bloccare contenuti proibiti e garantire che il traffico tra utenti russi resti all’interno del paese e non passi, senza un preciso motivo, per router e server esteri, dove potrebbe essere intercettato. Il presidente Vladimir Putin ha garantito supporto e copertura finanziaria per il progetto, che richiede investimenti in nuovi server che dovranno ridirigere il traffico verso punti di scambio approvati dal regolatore Roskomnazor.

Nei prossimi mesi verranno ulteriormente chiariti i dettagli tecnici, che richiederanno di definire tali punti di interscambio e le rotte del traffico online. Resta il ruolo centrale del Roskomnazor, al quale tutti gli Internet service provider riporteranno per dettagliare i flussi del loro traffico e indicare chi sono i clienti. L’authority agirà come organismo centrale di monitoraggio e prenderà in mano la gestione di Internet, o meglio della Runet, in caso di cyber-attacco.

Elemento chiave della legge è tenere i dati scambiati tra gli utenti russi di Internet entro i confini della Russia quanto più possibile. L’obiettivo è proteggere gli utenti russi da eventuali minacce esterne, secondo la Duma, ma per molti attivisti si tratta di un sistema per controllare le voci ostili al governo di Mosca.

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