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TRADE WAR

Negoziati Usa-Cina, il dossier Huawei resta fuori. Trump non cede

Una nuova serie di incontri è prevista a ottobre a Washington. Il presidente Usa annuncia che il dossier sulla compagnia cinese non sarà all’odg e ribadisce che gli Stati Uniti non vogliono fare business con la società

05 Set 2019

Patrizia Licata

giornalista

Gli Stati Uniti e la Cina torneranno al tavolo dei negoziati per tentare di risolvere la loro disputa commerciale ma Huawei non sarà parte delle trattative. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, ribadendo di ritenere il vendor cinese una minaccia per la cyber-sicurezza nazionale ma mostrandosi disposto a lasciare il fornitore di attrezzature di rete fuori dall’incontro con le controparti di Pechino.

Ieri i media Usa hanno confermato che Usa e Cina torneranno a incontrarsi per discutere delle loro relazioni commerciali. Gli incontri si terranno a Washington “nelle prossime settimane”, secondo quanto confermato dai portavoce dello Us Trade Representative Robert Lighthizer e del segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin. Le borse asiatiche hanno reagito positivamente alla prospettiva di una soluzione dopo l’escalation della trade war negli ultimi mesi. Dal primo settembre gli Usa hanno fatto entrare in vigore nuovi dazi contro i prodotti Made in China e la Cina si è rivolta alla World trade organization per denunciare il comportamento degli Usa che, a detta di Pechino, viola un’intesa raggiunta al G20 di Osaka a giugno.

I nuovi negoziati non includeranno però il “caso Huawei”, ha detto il presidente Trump alla stampa Usa. “Vedremo che cosa accadrà per quanto riguarda la Cina, ma Huawei non è un’azienda di cui intendiamo discutere, non ora”, ha detto Trump. Chiarendo tuttavia che gli Stati Uniti continuano a “non volere fare business con Huawei”.

Trump ha cambiato posizione rispetto a quanto dichiarato prima dell’estate: allora il presidente aveva affermato che Huawei avrebbe potuto entrare in un più ampio accordo commerciale con la Cina. Dopo un incontro col presidente cinese Xi Jingping, Trump ha acconsentito a rinviare l’applicazione del bando emesso contro il vendor di Shenzhen: l’applicazione del divieto di rifornirsi di componenti da aziende Usa, varato dal dipartimento del Commercio a maggio, è stata rinviata prima ad agosto e poi di ulteriori tre mesi, fino al 19 novembre. Nel frattempo, decine di aziende Usa hanno fatto richiesta al dipartimento del Commercio per ottenere un permesso speciale e continuare a vendere prodotti a Huawei.

Nei giorni scorsi William Xu, top manager di Huawei, ha dichiarato in un’intervista con la testata tedesca Handelsblatt che Huawei è una società autosufficiente, ha modificato la sua catena logistica e può fare a meno delle componenti statunitensi e ha chiarito che Huawei non vuole essere coinvolta in un conflitto politico e che desidera rimanere fuori dai negoziati commerciali tra Usa e Cina: “Non dipendiamo dal mercato americano. Se siamo esclusi, ciò non mette in pericolo il futuro di Huawei”. Xu ha anche detto che l’Europa potrebbe costruirsi un proprio ecosistema per dispositivi mobili: se così fosse, “Huawei lo userebbe” e ciò risolverebbe anche “il problema della sovranità digitale europea”.

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