LA CLASSIFICA

Stalking digitale, Italia seconda in Europa: utenti spiati attraverso i dispositivi

L’11% degli italiani vittima di violazioni secondo quanto emerge da un report Kaspersky. Siamo all’undicensimo posto nel ranking mondiale ma la situazione sta migliorando: nel 2019 eravamo sesti. Collegamento diretto tra la violenza online e offline, le tecnologie usate per esercitare controllo coercitivo

04 Mag 2022

Patrizia Licata

giornalista

stalkerware Kaspersky

Ci sono anche gli stalkerware nelle relazioni abusive, ovvero software che consentono di spiare la vita privata di una persona attraverso un dispositivo smart, dal cellulare ai dispositivi della casa connessa. Sono forme di violenza digitale che, secondo Kaspersky e il suo nuovo report “Lo stato dello stalkerware nel 2021″, hanno interessato più di 32.000 utenti mobile di Kaspersky in tutto il mondo. L’Italia è il secondo Paese più colpito in Europa con 611 casi registrati e undicesimo a livello mondiale. Si tratta comunque di un netto miglioramento rispetto alle rilevazioni precedenti: nel 2019 i casi erano tre volte più numerosi.

Kaspersky ha identificato utenti colpiti in più di 185 paesi e territori: Russia, Brasile, Stati Uniti e India si confermano i primi quattro paesi aventi il maggior numero di vittime. La Germania è l’unico paese europeo presente nella top 10 dei paesi più colpiti.

La ricerca condotta da Kaspersky ha evidenziato un collegamento diretto tra la violenza online e offline e sottolinea come le tecnologie Ict in genere siano usate per esercitare un controllo coercitivo.

Stalkerware, nel mondo un milione di casi stimati

La società della cybersicurezza rileva un doppio trend: un lato, un calo significativo del numero di utenti colpiti rispetto ai dati raccolti da Kaspersky nel 2018 e una diminuzione del 39% rispetto ai dati del 2020; dall’altro, le statistiche rappresentano soltanto la punta dell’iceberg e non devono indurre ad abbassare la guardia. Secondo una stima approssimativa della Coalition against stalkerware, di cui Kaspersky è co-fondatore, ogni anno i casi di abusi attraverso l’uso di stalkerware a livello mondiale potrebbero essere circa un milione.

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Anche guardando ai miglioramenti messi a segno in Italia, dunque, l’invito dei ricercatori è a continuare ad agire per contrastare il fenomeno degli abusi. Nel 2021 Kaspersky ha registrato nel nostro Paese 611 casi contro i 1.144 del 2020, quando eravamo ottavi a livello mondiale, mentre nel 2019 i casi registrati ammontavano a 1.829 con l’Italia al sesto posto della classifica mondiale.

L’11% degli italiani vittima di digital stalking

Confrontando i risultati di questa ricerca con i dati raccolti dall’indagine di Kaspersky sul digital stalking condotta alla fine del 2021, emerge un collegamento tra violenza online e offline. L’11% degli italiani (il 24% a livello globale) ha confermato di essere stato vittima di stalking digitale, mentre il 13% (il 25% a livello globale) ha dichiarato di aver subito violenza o abusi da parte del proprio partner.

Che gli abusi perpetrati utilizzando la tecnologia siano una problematica in crescita lo confermano anche due organizzazioni non-profit – la statunitense Nnedv (the National network to end domestic violence) e Wwp En (the European network for the work with perpetrators of domestic violence) che hanno preso parte al report, condividendo la loro esperienza a contatto con le vittime.

Dispositivi della smart home sfruttati per gli abusi

Berta Vall Castelló e Anna McKenzie di Wwp En dichiarano: “Le tecnologie Ict sono strumenti potenti per coloro che esercitano un controllo coercitivo, soprattutto in quelle relazioni in cui la violenza fa già parte della vita offline”. La violenza domestica è aumentata significativamente durante la pandemia, soprattutto durante i vari lockdown.

Secondo Toby Shulruff, Safety Net project di Nnedv: “Esiste un numero crescente di dispositivi smart – tra cui home assistant, elettrodomestici connessi, sistemi di sicurezza collegati a reti wi-fi e smartphone – che vengono usati in episodi di violenza domestica. Sebbene gli stalkerware siano una preoccupazione comune, esistono anche molti altri strumenti sfruttati per perpetrare abusi sfruttando la tecnologia”.

Come difendersi: DeStalk e TinyCheck

Kaspersky è uno dei cofondatori e promotori della Coalition Against Stalkerware, gruppo internazionale che si pone l’obiettivo di contrastare gli stalkerware e la violenza domestica. L’Interpol supporta la coalizione e nel 2021, insieme a Kaspersky, ha fornito un training sugli stalkerware a più di 200 agenti delle forze dell’ordine.

Inoltre, Kaspersky è uno dei partner del progetto DeStalk finanziato dalla Commissione europea, che mira a sviluppare una strategia per formare e supportare i professionisti dei servizi di assistenza alle vittime, i programmi per gli aggressori, i funzionari delle istituzioni e le amministrazioni locali. Kaspersky ha anche sviluppato TinyCheck, uno strumento gratuito e open source che ha l’obiettivo di rendere più semplice, veloce e non invasivo il rilevamento di stalkerware sul dispositivo della vittima. Funziona su qualsiasi dispositivo OS senza che l’aggressore se ne accorga.

“Il numero crescente di casi di violenza di genere perpetrati attraverso dispositivi tecnologici pone una nuova sfida per i professionisti che lavorano con le vittime e i perpetratori, e richiede una formazione specifica e attività di sensibilizzazione, ha dichiarato Elena Gajotto, project manager, Una Casa per l’Uomo.

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