Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

CONCORRENZA

Affondo di Yelp su Google: “Comportamento sleale nel searching”. Appello alla Ue

Secondo il motore di ricerca di San Francisco Mountain View promuoverebbe in modo non concorrenziale i propri servizi nei risultati di ricerca. Presentato un nuovo reclamo all’Antitrust europeo

23 Mag 2018

Patrizia Licata

giornalista

Yelp torna all’attacco contro il dominio di Google nella Internet search e presenta un nuovo reclamo all’antitrust europeo in cui accusa il colosso di Mountain View di promuovere in modo sleale i propri servizi nei risultati di ricerca. Yelp aveva già presentato un esposto simile alla Commissione Ue nel 2014, senza riuscire a ottenere l’emissione di accuse formali contro Google. Yelp ha anche cercato di fare pressione sulle autorità americane sullo strapotere di Big G nella search; anche in questo caso lettere e documentazione inviate alle autorità antitrust non hanno condotto ad accuse formali.

La tesi del motore di ricerca Yelp, società con sede a San Francisco, è fondamentalmente sempre la stessa: gli strumenti di ricerca locali di Google, inclusi gli elenchi delle aziende o le recensioni su Maps, fanno finire nelle posizioni più basse i link che portano verso le piattaforme concorrenti, che, secondo Yelp, offrono potenzialmente informazioni più rilevanti.

Lo scenario è tuttavia oggi mutato, su entrambi i lati dell’Atlantico. La decisione dell’Ue dello scorso anno di multare Google per 2,4 miliardi di euro perché avrebbe abusato della posizione dominante nel campo dei motori di ricerca, dando un vantaggio illegale al suo servizio di comparazione degli acquisti Google Shopping, ha spinto Yelp a raddoppiare il pressing sull’antitrust europeo con un nuovo reclamo pià dettagliato. 

Yelp sta provando inoltre a chiamare all’azione l’antitrust americano. Il momento è propizio: nei giorni scorsi negli Stati Uniti CBS News ha mandato in onda una puntata di “60 Minutes” che ha messo sotto accusa lo strapotere di Google sulla ricerca online, definito un “monopolio distruttivo”. La trasmissione ha raccolto le testimonianze dei concorrenti di Google, tra cui Yelp, che vorrebbero portare negli Stati Uniti l’approccio antitrust perseguito in Europa dal commissario Ue Margrethe Vestager. Secondo critici e rivali di Big G, la Vestager è intenzionata a fermare “il comportamento illegale” di Google nella ricerca su Internet e così dovrebbero fare anche le autorità statunitensi.

Google ha presentato a Bruxelles i “rimedi” con cui intende sanare il comportamento giudicato anticompetitivo, ma i gruppi rivali come Yelp hanno già fatto notare all’Ue che le proposte di Google non sono sufficienti: 19 società rivali di Big G, fra cui anche il sito britannico di comparazione prezzi Foundem la cui denuncia aveva dato il via all’indagine Ue, hanno inviato una lettera al commissario Antitrust Margrethe Vestager indicando che i rimedi di Google non sono soddisfacenti. La Vestager ha assicurato che nella sua valutazione sul caso Google Shopping la Commissione europea terrà conto delle proteste sollevate dai concorrenti.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomenti trattati

Approfondimenti

A
Antitrust
G
google
S
search
V
Vestager
Y
yelp

Articolo 1 di 5