COOPERAZIONE BILATERALE

Agritech, asse Italia-Israele per un nuovo hub a Napoli

L’ambasciatore israeliano Dror Eydar fa il punto sulle relazioni fra i due Paesi e annuncia i progetti al via: il polo sorgerà nel capoluogo campano grazie alla collaborazione con il Comune, il ministero dell’Agricoltura e Confagricoltura. Si rafforza la liaison anche sul fronte cybersecurity

30 Dic 2021

Veronica Balocco

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Tra Israele e l’Italia sussistono “relazioni eccellenti nel campo della sicurezza e dell’intelligence, nella sfera del cyber e tra i nostri eserciti”. Lo afferma Dror Eydar, ambasciatore israeliano a Roma, in un’intervista al Messaggero: “Lavoriamo in collaborazione con Confagricoltura e il Ministero dell’Agricoltura, insieme al comune di Napoli, per realizzare un polo per l’innovazione tecnologica nel campo dell’agricoltura, dell’acqua e dell’energia, nella speranza che di anno in anno questo possa richiamare tutti i Paesi del Mediterraneo e dell’Europa”.

Ma non solo. “Lo scorso giugno – aggiunge – sono stato ad Amendola, dove si è svolta una esercitazione delle nostre forze aeree con F-35, insieme alle forze americane e britanniche. La società israeliana Tower sta per investire mezzo miliardo di euro nella costruzione di un centro di produzione nel nord Italia”.

“Mantenere alta la pressione su Teheran”

Nell’intervista, l’ambasciatore invita la comunità internazionale a non allentare la pressione su Teheran, facendo presente che “l’Iran è il principale fattore dell’instabilità in Medio Oriente”.  “In ogni zona la cui stabilità è minacciata, si possono trovare le tracce dell’Iran”, sottolinea. “Il suo principale interesse è minare la stabilità nel Medio Oriente, per poi arrivare e offrire aiuto: in questo modo raggiunge lo scopo di stabilirvi il proprio controllo”.

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“L’Iran – fa notare – sviluppa missili in grado di superare distanze molto superiori a quelle necessarie a raggiungere Israele e che possono arrivare in Europa. Perciò abbiamo il dovere storico primario di fermare la produzione iraniana di missili a lunga gittata in modo da bloccare la sua folle corsa verso la bomba atomica. Fino ad ora abbiamo visto che le sanzioni e la pressione internazionale hanno agito per ridurre le capacità dell’Iran, ottenendo un cambiamento nella sua politica. La rimozione di questa pressione verrebbe percepita dall’Iran come una debolezza e una vittoria della loro visione, e allora sarà sempre più difficile trattare con loro. Un cattivo e parziale accordo causerà un’accelerazione”.

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