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IL REPORT

AI disruptive per il finance, la sfida è sui servizi su misura

Il nuovo studio del World Economic Forum annuncia una rivoluzione basata su soluzioni customizzate e servizi automatizzate. Vinceranno gli operatori con larga scala o i player di nicchia altamente innovativi. Ma occorrerà fare i conti con le regole sulla privacy

04 Set 2018

Patrizia Licata

giornalista

L’intelligenza artificiale trasformerà completamente l’industria dei servizi finanziari, fungendo da vera tecnologia disruptive capace di incidere addirittura sulla “fisica” del settore. Lo afferma il nuovo studio del World Economic Forum realizzato in collaborazione con Deloitte, che esplora gli impatti dell’AI sulle banche e tutti gli istituti finance.

Quasi stabilendo nuove leggi della dinamica o inedite composizioni molecolari, l’AI nel settore finance “indebolisce i legami che hanno finora tenuto insieme le parti negli istituti finanziari incumbent“, si legge nel report del WEF, “aprendo la porta a modelli operativi completamente nuovi e inaugurando una serie di dinamiche competitive che premieranno gli istituti focalizzati sulla scala e la complesstà dei dati e non più sulla scala e complessità del capitale”.

Tra le innovazioni più rilevanti, il WEF pensa che gli istituti finanziari trasformeranno le operazioni di back-office basate sull’AI in servizi esterni, abbattendo i costi e massimizzando i profitti, e che l’AI offrirà la nuova chiave di volta per fidelizzare il cliente, perché è un fattore di differenziazione altamente efficace che permette, tra l’altro, di puntare sul valore aggiunto anziché sulla competizione sul prezzo.

La customer experience sarà in misura crescente disegnata dall’AI, che automatizza e migliora l’efficienza di molte delle operazioni dei clienti dell’industria fianziaria. Il WEF ritiene anche che l’AI permetterà di sviluppare soluzioni su misura per le esigenze della clientela: analizzando i dati sui clienti saranno isolati problemi e richieste simili e elaborate risposte collettive, con grandi benefici in termini di accuratezza e velocità.

I vincitori di questa nuova industria finanziaria super-intelligente saranno due tipologie di aziende collocate agli estremi: i player di grandi dimensioni e i player di nicchia, molto agili e innovativi. Si riveleranno fondamentali le alleanze con partner dell’analisi dei dati ma anche con potenziali concorrenti che possiedono set di dati diversi e complementari: gli istituti finanziari dovranno imparare a gestire i rischi strategici e operativi di queste partnership per estrarne i vantaggi.

Un ruolo decisivo sarà giocato infine dai regolatori che si occupano di protezione dei dati personali e che stabiliranno le regole sulla portabilità delle informazioni e vigileranno sul rispetto del diritto alla privacy. La normativa definirà fino a che punto istituti finanziari e non potranno impiegare l’AI, ma la vera sfida sarà rispondere ai dilemmi etici legati allo sfruttamento dei dati personali, un’area grigia, dice il report del WEF, che richiederà un riesame dei principi vigenti e dei sistemi di controllo e un difficile bilanciamento tra privacy e trasformazione digitale.

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