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RISTRUTTURAZIONI

Alcatel-Lucent: altri 10mila tagli, via un terzo dei dipendenti italiani

Nel nostro paese l’azienda taglierà 586 posti di lavoro. Previsti 4.100 esuberi in Europa, Medio oriente e Africa entro fine 2015. Si va verso il dimezzamento dei centri direzionali. Domani due ore di sciopero a Vimercate. Il 17 ottobre i sindacati incontrano il Governo. Fabrizio Potetti (Fiom Cgil): “Ci aspettiamo risposte”

08 Ott 2013

Antonello Salerno

Diecimila posti di lavoro in meno nel mondo entro la fine del 2015. E’ la ricaduta sull’occupazione del nuovo piano che Alcatel-Lucent ha varato per tornare in attivo. L’intenzione di contenere le spese era già emersa a luglio, quando l’azienda franco-statunitense aveva reso pubblica la necessità di ridurre i costi fissi almeno del 15%. Ma le prime avvisaglie risalgono a circa un anno fa, esattamente al novembre 2012, quando gli analisti giudicavano insufficiente il piano di ristrutturazione che era appena stato annunciato. Nel dettaglio, la società prevede di fare a meno di 4.100 posti in Europa, medio oriente e Africa, 3.800 in Asia e 2.100 in America, e di arrivare a dimezzare da fine 2015 il numero dei centri direzionali. Secondo quanto anticipato dai sindacati, che per domani hanno annunciato uno sciopero dalle 10 alle 12 nella sede di Vimercate, per l’Italia sarebbe previsto il taglio di 586 posti di lavoro, pari a poco meno di un terzo della forza lavoro su cui l’azienda può contare in Italia, che è di circa duemila dipendenti.

Alcatel-Lucent prevede inoltre di ottenere risparmi anche da una riallocazione degli investimenti per ricerca e sviluppo, che per l’85% dovranno essere destinate alle tecnologie di nuova generazione, contro il 65% che vi è destinato oggi. Un’altra voce che consentirà di ridurre i costi sarà l’intervento sulle funzioni amministrative, di vendita e supporto.

Focalizzando l’attenzione sulla Francia, Alcatel-Lucent prevede di concentrare la propria attività in due siti: Villarceaux, a Sud di Parigi, che diventerà il principale centro di ricerca e sviluppo di Alcatel-Lucent in Europa, e Lannion, che si specializzerà in banda ultra larga per il mobile e sulle tecnologie per la gestione dei dati.

Oltretutto, le attività di ricerca e sviluppo in Francia si focalizzeranno sulle tecnologie del futuro, come il 4G e le piattaforme IP, con la creazione di un nuovo centro. In più, annuncia l’azienda, la Francia ci concentrerà sulle tecnologie ottiche e si rafforzerà sulla matematica.

“Da quanto si può dedurre dai dettagli emersi finora per la Francia, le riduzioni riguarderanno soprattutto le funzioni di supporto, amministrazione e vendita, mentre nelle nuove aree tecnologiche saranno assunti 200 ingegneri e tecnici – dichiara al Corriere delle Comunicazioni Sylvain Fabre, research director del team di analisti di Gartner – Mi aspetterei un approccio simile anche per tutti gli altri paesi europei, Italia compresa, per quanto non siano ancora disponibili informazioni più precise. Rimane in ogni caso ancora da attendere più dettagli su cosa Alcatel-Lucent voglia dismettere in termini di business”.

Per oggi è previsto a Parigi l’incontro dei vertici dell’azienda con le rappresentanze sindacali a livello comunitario, mentre nelle prossime settimane partiranno i tavoli nazionali per illustrare i cambiamenti previsti caso per caso nei singoli paesi.

“Siamo di fronte a una notizia gravissima – afferma Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Ict per la Fiom Cgil – perché non ci troviamo di fronte soltanto a un taglio dei posti di lavoro, ma a un’azienda che disinveste su settori potenzialmente interessanti. E’ un tentativo disperato di ridurre i costi, che rischia di peggiorare la situazione. Tra l’altro Alcatel-Lucent sta progressivamente abbandonando un settore come quello delle tecnologie ottiche a cui deve una parte importante dei brevetti che detiene in campo internazionale. Il rischio è che questa prospettiva abbia ricadute molto pesanti in Italia, che nel campo delle tecnologie ottiche è un polo d’importanza mondiale. Per questo contrasteremo in tutti i modi la decisione dell’azienda, e mi auguro che il Governo si prenda le proprie responsabilità. Alcatel sta cedendo dei siti importanti nel nostro Paese – conclude Potetti – e il Governo non può limitarsi a prenderne atto. Il prossimo incontro in programma è fissato per il 17 ottobre, e da quel tavolo ci aspettiamo risposte”.