Alibaba, profitti a +52% ma Pechino “scarica” Jack Ma - CorCom

LA TRIMESTRALE

Alibaba, profitti a +52% ma Pechino “scarica” Jack Ma

Più che positivo l’impatto delle partecipazioni nelle società quotate. Traiettoria ascendente, superati i livelli pre-pandemia. Intanto il co-fondatore diventa il grande assente nell’elenco dei top-imprenditori cinesi, segno del conflitto con le autorità centrali

02 Feb 2021

Veronica Balocco

Jack Ma sembra ormai non piacere granché al governo di Pechino, ma la “sua” Alibaba va avanti a testa alta. Secondo i conti trimestrali pubblicati martedì dalla società, nel terzo trimestre fiscale, conclusosi a dicembre, l’utile netto del gigante cinese della vendita al dettaglio è letteralmente esploso: il dato registrato si è attestato a 70.427 milioni di yuan (10.221 milioni di euro), che corrisponde a un aumento del 52% rispetto ai profitti dello stesso periodo dell’anno scorso.

L’azienda cinese ha spiegato che gran parte dell’aumento dei profitti è dovuto all’impatto positivo a livello contabile delle partecipazioni che Alibaba ha in altre società quotate. Durante l’ultimo anno, e nonostante la pandemia, gran parte dei mercati azionari ha mantenuto una traiettoria ascendente, superando i suoi livelli pre-crisi. Nonostante l’aumento dell’utile al netto delle tasse sia dovuto a questo, l’azienda ha continuato a crescere in modo significativo. Nel terzo trimestre, particolarmente importante per l’azienda perché riflette l’impatto del “Singles’ Day”Alibaba ha guadagnato 221.084 milioni di yuan (28.456 milioni di euro), il 37% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Boom di Cloud computing e retail

Per segmento di business, la divisione retail è salita del 38,2 per cento a 195,541 miliardi di yuan (25,186 miliardi di euro), mentre il braccio del cloud computing ha raggiunto 16,115 miliardi di yuan (2,074 miliardi di euro), in crescita del 50,1 per cento. Le entrate del business dell’intrattenimento e dei media digitali sono rimaste praticamente invariate a 8,079 miliardi di yuan (1,04 miliardi di euro). Tra ottobre e dicembre, il costo associato alle entrate è stato di 121,268 miliardi di yuan (15,609 miliardi di euro), in crescita del 43,8 per cento, mentre le spese di vendita e marketing sono aumentate del 60,4 per cento a 25,343 miliardi di yuan (3,262 miliardi di euro) e le spese generali e amministrative sono state di 8,692 miliardi di yuan (1,119 miliardi di euro), in crescita del 17,2 per cento. La voce di sviluppo del prodotto era di 13.607 milioni di yuan (1.751 milioni di euro).

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Così, nei primi nove mesi del suo anno fiscale, Alibaba ha segnato un utile netto attribuibile di 155.787 milioni di yuan (20.052 milioni di euro), in crescita del 6,6 per cento, dopo un aumento del 34 per cento del fatturato a 529.894 milioni di yuan (68.205 milioni di euro). Alla fine del terzo trimestre, Alibaba ha contato 902 milioni di utenti attivi mensili, 78 milioni in più di un anno prima.

Tensioni con il governo centrale per  Jack Ma

Nonostante le ottime performance finanziarie, l‘iconico co-fondatore di Alibaba non sembra più godere troppo delle “grazie” del governo centrale cinese. Proprio Jack Ma è infatti il grande assente in un elenco di grandi imprenditori cinesi pubblicato dai media di Pechino, ulteriore dimostrazione di come il famoso imprenditore sia ormai entrato conflitto con le autorità. Lodato in patria per aver creato alcune delle più grandi società del suo Paese, non viene in realtà nemmeno citato nel commento in prima pagina dello Shanghai Securities News in cui vengono citati i ‘fari’ della tecnologia made in China: Pony Ma di Tencent; il presidente di Byd, Wang Chuanfu; il co-fondatore di Xiaomi Lei Jun quello di Huawei Ren Zhengfei. Il breve editoriale allontana i timori che Tencent possa essere la prossima vittima nella repressione del settore che per ora e’ concentrata sulle aziende di Jack Ma: Alibaba e Ant. Di conseguenza le azioni di Tencent e Xiaomi sono aumentate di oltre il 2%.

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