LE TRIMESTRALI

Alphabet e Microsoft, conti in sofferenza: pesa lo scenario globale

La guerra in Ucraina, il rafforzamento del dollaro e la frenata degli investimenti pubblicitari pesano sui risultati che sono i più bassi da due anni per entramble le società. Per la casa madre di Google ricavi in crescita “solo” del 12,6%. Redmond a +12%

27 Lug 2022

Patrizia Licata

giornalista

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Le incertezze macroeconomiche e le turbolenze geopolitiche pesano sui conti di Microsoft e Alphabet. La capogruppo di Google ha chiuso il secondo trimestre con la crescita dei ricavi più bassa dal 2020: solo +12,6% a 69,69 miliardi di dollariL’utile netto è calato del 13,6% a 16 miliardi, mentre l’utile per azione a 1,21 dollari manca le attese del mercato (1,28 dollari). A pesare è la frenata del mercato della raccolta pubblicitaria, un trend già emerso con le trimestrali di Twitter e Snap.

Anche le prestazioni di Microsoft non brillano, ma il colosso di Redmond beneficia della forza dell’attività nel cloud computing. Il quarto trimestre dell’esercizio fiscale di Microsoft (che si è concluso il 30 giugno) ha visto i ricavi salire del 12% a 51,87 miliardi, meno dei 52,44 miliardi previsti dagli analisti e il tasso più basso dal 2020. L’utile netto è cresciuto del 2% a 16,7 miliardi, mentre l’utile per azione è aumentato del 3% a 2,23 dollari. Sui risultati hanno influito negativamente il rafforzamento del dollaro, il rallentamento della spesa pubblicitaria e la guerra in Ucraina.

Google a rilento: pesa la frenata della pubblicità

Le fluttuazioni valutarie sono un problema anche per Alphabet: la Cfo Ruth Porat ha detto che il rafforzamento del dollaro ha tagliato 3,7 punti percentuali dalla crescita delle revenue. 

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Non tutte le attività di Alphabet hanno ricavi col segno meno, ma hanno registrato prestazioni sotto le attese del mercato. Inoltre, il confronto anno su anno va inserito in un preciso contesto: la crescita eccezionale registrata dopo la pandemia. Le vendite complessive a 69,69 miliardi sono di poco sotto le stime degli analisti (69,88 miliardi) pur se la crescita del 12,6% stride con il +62% di un anno prima. E la piattaforma video YouTube ha generato ricavi pubblicitari per 7,3 miliardi, in crescita del 5%, ma dopo il balzo dell’84% di un anno prima e contro i 7,52 miliardi attesi.

Google Cloud ha totalizzato 6,28 miliardi di dollari di vendite, una crescita del 35,6%, ma sotto le attese (6,41 miliardi). La divisione ha anche una perdita operativa di 858 milioni legata alle forti spese sostenute da Google per recuperare il terreno nei confronti delle rivali Amazon Web Services e Microsoft Azure. Per fare un confronto, le vendite di Azure e degli altri servizi cloud sono cresciuti del 40% nello scorso trimestre.

L’attività pubblicitaria di Google si conferma il traino dei ricavi del gruppo Alphabet: rappresenta l’81% delle vendite trimestrali, ovvero 56,29 miliardi di dollari, in crescita del 12%. La Cfo Porat ha messo in guardia su un ulteriore impatto del dollaro forte sui risultati del prossimo trimestre e ha ribadito che l’outlook è caratterizzato dalla “grande incertezza del quadro economico globale”. 

Il ceo Sundar Pichai ha già sottolineato lo scorso mese che Alphabet rallenterà il ritmo di investimenti e assunzioni perché “non siamo immuni alle avversità economiche”.

Alphabet non ha fornito previsioni sull’intero 2022, ma gli analisti di Refinitiv stimano una crescita dei ricavi del 14% a 293,9 miliardi di dollari.

Microsoft delude le attese, ma rassicura sul cloud

Anche Microsoft soffre: non il dato sui ricavi rappresenta la crescita più bassa dal 2020, ma l’earning per share è sotto le attese per la prima volta dal 2016. Tuttavia il colosso di Redmond ha confermato una guidance per i ricavi del primo trimestre del nuovo anno fiscale compresa tra 49,25 miliardi e 50,25 miliardi di dollari. La metà della forchetta è sotto le attese degli analisti, ma implica comunque un incremento delle revenue del 10%.

“Ci aspettiamo una crescita a due cifre per i ricavi e per l’utile operativo a valuta costante e in dollari Usa”, ha affermato la Cfo di Microsoft, Amy Hood.

Nel trimestre terminato a giugno il rafforzamento del dollaro ha sottratto 595 milioni di dollari dai ricavi e ridotto di 4 centesimi l’utile per azione, ha detto l’azienda. Inoltre, Microsoft ha registrato 126 milioni di spese operative legate alla decisione di non vendere più prodotti e servizi in Russia dopo l’invasione dell’Ucraina.

A livello di singole divisioni, il segmento Intelligent Cloud, che include Azure, SQL Server, Windows Server e i servizi enterprise, ha generato ricavi per 20,91 miliardi (+20% ma sotto le attese degli analisti). Il ceo di Microsoft Satya Nadella ha comunque messo in evidenza la consistenza dei contratti per Azure siglati dalla sua azienda. I ricavi di Azure e i servizi cloud da soli sono saliti del 40%, contro il +46% del precedente trimestre e sotto le attese degli analisti.

La divisione Productivity and business processes, che include Office, Dynamics e LinkedIn, ha realizzato ricavi trimestrali per 16,60 miliardi di dollari, poco al di sotto delle attese e pari a una crescita del 13%.

Nel segmento More Personal Computing, che include il sistema operativo Windows, le console Xbox, il motore di ricerca Bing e i dispositivi Surface, i ricavi sono in crescita del 2% a 14,36 miliardi di dollari ma risentono del calo degli investimenti in advertising. Lo stesso calo ha impattato le prestazioni di LinkedIn: in tutto la frenata della pubblicità ha tagliato 100 milioni di dollari dai ricavi, ha detto Microsoft.

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