L'ANNUNCIO

Google frena sugli investimenti, Pichai: “Ci preoccupa il quadro economico”

Cambio di passo per il 2023. Ci sarà anche un rallentamento delle assunzioni: “Ci concentreremo sull’inserimento di nuovo personale nei ruoli cruciali come quelli tecnici e informatici”

13 Lug 2022

Patrizia Licata

giornalista

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La crisi economica globale colpisce anche un colosso come Alphabet: la capogruppo di Google rallenterà il ritmo delle nuove assunzioni e degli investimenti nel corso del 2023. Lo ha comunicato il Ceo Sundar Pichai in un’email diretta al personale visionata da Cnbc.com.

“Come ogni altra azienda, non siamo immuni al contesto economico negativo“, ha scritto Pichai. “Dobbiamo essere più intraprendenti e lavorare con maggior senso di urgenza, focus e fame di quanto abbiamo mostrato in giorni migliori”.

La prima preoccupazione di Alphabet, ha detto il Ceo, sono “le incerte prospettive economiche globali”.

Solo pochi giorni fa il Ceo di Meta, Mark Zuckeberg, ha messo in guardia sugli effetti della crisi e ha annunciato una stretta sulle assunzioni.

Google, freno alle assunzioni

Finora nel 2022 le azioni di Alphabet hanno perso il 21%, in linea con l’andamento negativo di tutta l’industria tecnologica. Inoltre, il gruppo di Mountain View ha mancato le stime degli analisti sui risultati del primo trimestre 2022 e la Chief financial officer Ruth Porat ha messo in guardia sulla possibilità che seguano altri trimestri poco brillanti.
Nel periodo gennaio-marzo 2022 Alphabet ha registrato un utile netto  di 16,44 miliardi di dollari, in calo dell’8% rispetto a un anno fa. I ricavi (68 miliardi di dollari) sono balzati del 23% in un anno, ma sono stati leggermente al di sotto delle aspettative del mercato. La crescita del gruppo è del 23% anno su anno, ma era stata del 34% un anno prima (quando l’economia era in forte ripresa dopo la pandemia).
Pichai ha scritto ai dipendenti che Alphabet ha assunto 10.000 persone nel secondo trimestre e, visto questo ritmo eccezionale delle assunzioni, “rallenteremo nel resto dell’anno, pur continuando a dare sostegno alle nostre opportunità più importanti. Nel 2022 e nel 2023 ci concentreremo sull’inserimento di nuovo personale nei ruoli cruciali come quelli tecnici e informatici“.

Investimenti più “snelli” e mirati

Anche sugli investimenti in ricerca e sviluppo, un’area in cui Google ha sempre speso generosamente, Pichai ha annunciato una stretta – o meglio, una strategia più concentrata su specifici obiettivi. Le incertezze macroeconomiche spingono l’azienda ad essere più oculata nella spesa.

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“In alcuni casi questo significa consolidare le aree in cui gli investimenti si sovrappongono e snellire alcuni processi”, ha scritto Pichai. In altri casi “significherà mettere in pausa lo sviluppo e re-indirizzare le risorse verso aree che hanno la priorità”.

La cultura di Google: gli ostacoli sono opportunità

Pichai ha chiuso la lettera ai dipendenti affermando che i periodi difficili incentivano la chiarezza di visione e la creatività e sottolineando di essere convinto che Google saprà reagire al momento difficile con prestazioni ancora più entusiasmanti.

“Una cosa che amo particolarmente della nostra cultura – ha detto Pichai – è che non abbiamo mai visto questo genere di sfide come degli ostacoli ma come delle opportunità di essere più concentrati e investire per il futuro”.

Anche Meta nella morsa della crisi

Solo pochi giorni fa Meta ha annunciato una “missione austerity”: l’azienda di Facebook ha detto che si prepara ad affrontare “una delle crisi economiche peggiori della storia recente”. La prima misura “anti-crisi” sarà il taglio del 30% delle assunzioni di nuovi ingegneri: nel 2022 ne entreranno solo 6-7mila contro i 10mila inizialmente previsti. L’annuncio è stato fatto dal Ceo Mark Zuckerberg ai dipendenti nel corso di una riunione.

“Se dovessi scommettere, direi che questa rischia di essere una delle peggiori recessioni che abbiamo visto nella storia recente”, ha detto Zuckerberg spiegando che oltre a ridurre le assunzioni la società sta lasciando vacanti alcune posizioni e “aumentando la pressione” sul personale. “”Ci sono probabilmente un sacco di persone qui in azienda che non dovrebbero essere qui”.

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