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STRATEGIE

Amazon divorzia da FedEx: consegna pacchi con jet e droni

Il gigante dell’e-commerce potenzia la rete logistica proprietaria. Ma anche la società di delivery vuole rendersi indipendente da un cliente così “ingombrante” e punta a rinnovare il business

07 Ago 2019

Patrizia Licata

giornalista

Amazon e FedEx si separano definitivamente negli Stati Uniti: dopo aver terminato a giugno il contratto con il colosso dell’e-commerce per le consegne in aereo, la multinazionale dello shipping ha annunciato che rinnoverà nemmeno il contratto per le consegne via terra, in scadenza a fine agosto.

Il rapporto tra le due partner resta su scala internazionale, ma negli Usa il divorzio è completo: Amazon sta costruendo la sua rete di distribuzione, che include l’utilizzo di aerei in leasing e di droni, e FedEx intende liberarsi dalla dipendenza da un unico, grande, cliente per concentrarsi “sul più vasto mercato del commercio elettronico“, ha fatto sapere l’azienda in una nota. Le recenti iniziative per potenziare le consegne legate allo shopping online “ci danno un ottimo posizionamento” per gestire la domanda, continua la nota di FedEx.

Amazon a sua volta sta costruendo la propria catena logistica per gestire le consegne autonomamente tramite centinaia di magazzini e centri di smistamento; ha annunciato il programma Delivery Service Partners per attrarre imprenditori disposti a creare una rete di consegne locali con un massimo di 40 furgoni e ha avviato le prime consegne via drone, una tecnologia con cui spera di coprire in futuro le esigenze di consegna veloce ai clienti Prime del Nord America.

Amazon sta inoltre investendo 1,5 miliardi di dollari per potenziare il servizio Amazon Air con un hub nel Kentucky che aprirà nel 2021 e che arriverà a includere 50 velivoli. L’obiettivo è disporre di una rete per lo shipping via aria capace di consegnare entro due giorni in quasi tutti gli Stati Uniti. FedEx è tuttavia rimasta finora indispensabile per coprire l’ultimo miglio, ovvero portare i pacchi a casa del cliente.

Amazon ha rappresentato circa l’1,3% del fatturato di FedEx l’anno scorso, riporta Bloomberg. L’azienda della logistica sta potenziando il servizio legato allo shopping online e ha annunciato che da gennaio 2020 consegnerà sette giorni su sette, amplierà la collaborazione con le Poste americane (U.S. Postal Service) e aumenterà gli investimenti per la consegna dei pacchi oversize. Per l’ultimo miglio ha avviato a marzo i test di SameDay Bot, un fattorino-robot guidato dall’intelligenza artificiale in grado di consegnare piccoli pacchi in modo sicuro a domicilio entro le 24 ore.

La rivale Ups, il più grande servizio di shipping Usa, ha adottato una strategia diversa, scegliendo di proseguire la relazione commerciale con Amazon. L’azienda non svela la quota dei ricavi che dipende da Amazon, ma secondo gli analisti è vicina al 10% (senza raggiungere questa percentuale, che impone l’obbligo di disclosure). L’obiettivo di Ups è, per ora, di cavalcare l’aumento delle consegne in giornata per i clienti Amazon Prime.

L’aumento delle consegne legate al boom dell’e-commerce è tuttavia un’arma a doppio taglio perché a basso margine: le consegne a casa dei privati sono più costose da gestire rispetto a quelle ai clienti commerciali per aziende come FedEx e Ups. La riorganizzazione del business è necessaria ma complessa: FedEx ha già messo in guardia gli investitori su un aumento della competitività sul mercato e sul fatto che il 2019 sarà “un anno di transizione”.

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