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Andrus Ansip: “L’Europa deve accelerare sul pacchetto Telecom”

Per il vice-presidente della Commissione europea non si può realizzare il Mercato unico digitale senza il mercato unico delle Tlc: è essenziale spezzare le barriere nazionali, creare una concorrenza efficace, innovare e spingere gli investimenti

09 Dic 2014

Patrizia Licata

Tutti conoscono ormai i vantaggi che la trasformazione digitale porta all’economia e alla società. Ma l’Europa è ancora troppo lontana dal mercato unico digitale e questo equivale a un’occasione mancata. Lo ha detto Andrus Ansip, vice presidente della Commissione europea, nel suo discorso alla Gsma Mobile 360 conference a Bruxelles.

“Solo il 14% delle piccole e medie imprese d’Europa usa Internet per vendere online; solo il 12% dei consumatori europei compra in Paesi diversi dal proprio”, ha sottolineato Ansip: questo pone delle sfide che sono tecnologiche e politiche al tempo stesso. Ma in un mondo che diventa digitale, l’Europa “non può non tenere il passo con la rivoluzione digitale, anzi deve esserne protagonista. E il nostro mercato unico è chiamato ad adattarsi”, ha detto Ansip. Anche perché le tecnologie evolvono e si rinnovano: all’orizzonte già ci aspettano gli strumenti digitali di nuova generazione come cloud computing, reti 5G, Internet delle cose, Big data.

“L’innovazione di Internet ruota intorno a velocità e economie di scala”, ha proseguito Ansip. “Un’azienda che non è veloce e non ha scala non può sopravvivere. Ma in Europa non riesce ad averli perché il continente è diviso dai confini nazionali anche per quel che riguarda il mercato digitale”.

Per questo l’Europa ha bisogno di una chiara strategia di lungo periodo, per stimolare l’economia digitale, ridurre le incertezze legali e creare condizioni uguali per tutti.

La Commissione europea, ha assicurato Ansip, sta già lavorando in questa direzione, seguendo sei aree di intervento principali. Una è la costruzione della fiducia dei cittadini nel mondo online, che si ottiene assicurando il rispetto dei diritti dei consumatori, con regole precise ma anche semplificate per gli acquisti online e la protezione dei dati e meccanismi di cyber-sicurezza.

Occorre ancora rimuovere le restrizioni sul mercato, per esempio riformando e modernizzando le norme sul copyright. Ansip vuole anche porre fine al geo-blocking e a indebite discriminazioni sui prezzi: i consumatori devono poter comprare “i prodotti migliori ai prezzi migliori ovunque si trovino in Europa. E le aziende, specialmente le pmi, devono avere accesso immediato a un mercato di 500 milioni di consumatori”.

La Commissione lavorerà anche per costruire l’economia digitale, con un forte interesse per il cloud computing e l’economia dei dati che possono rivitalizzare l’industria europea. Verrà promossa anche l’e-society: tutti i cittadini europei dovranno avere le necessarie competenze per vivere e lavorare nell’era digitale.

Ma nessuno di questi obiettivi può essere raggiunto, ha proseguito Ansip, “senza un mercato unico delle telecomunicazioni correttamente funzionante. Intendo dire”, ha spiegato, “reti e servizi di comunicazione di alto livello che sostengono l’erogazione dei servizi digitali in tutta Europa, comunicazioni e accesso online senza interruzioni, connettività veloce, affidabile, sicura ovunque. Ne abbiamo bisogno per la competitività europea e l’offerta dei servizi della PA”.

Per questo il pacchetto Telecoms Single Market è così importante, ha sottolineato Ansip. “E’ pensato per attrarre gli investimenti di cui il settore telecom europeo ha bisogno”, ha detto. E ha invitato i ministri dell’Ue a intensificare e completare le discussioni tecniche per avviare i negoziati del Consiglio d’Europa col Parlamento europeo il prima possibile.

Per Ansip è fondamentale accelerare i tempi sul pacchetto Telecoms ma anche renderlo “ambizioso”: dovrà cioè non guardare ai servizi del passato ma a quelli del futuro. Per questo il vice-commissario Ue ribadisce l’esigenza di porre fine alle tariffe del roaming, garantire la net neutrality e la collaborazione dei Paesi Ue nell’allocazione dello spettro; occorrerà anche spezzare le barriere tra i mercati telecom nazionali.

“Penso che l’avanzamento del pacchetto di norme sulle telecomunicazioni sia nell’interesse anche delle aziende delle telecomunicazioni”, ha concluso Ansip. “Il consolidamento transfrontaliero su un mercato Ue più dinamico permetterà agli operatori di fornire i loro servizi su base pan-europea. Voglio favorire l’innovazione ma abbiamo bisogno anche di investimenti nelle reti e di più concorrenza sul mercato telecom per portare il massimo beneficio agli utenti. Per raggiungere questo equilibrio occorre una concorrenza efficace, che è collegata alla possibilità per i consumatori di cambiare service provider e di avere tutta la scelta possibile su un mercato aperto”.

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