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Ansip: “Mercato unico digitale a rischio”

Nel suo discorso al Parlamento Ue il vice presidente della Commissione ha evidenziato la necessità di trovare al più presto un’intesa su roaming, net neutrality e spettro radio. “In ballo l’erogazione di nuovi servizi di alta qualità”

27 Nov 2014

Patrizia Licata

Il Mercato unico digitale richiede immediata attenzione e il Mercato unico delle telecomunicazioni ne è il primo pilastro. Così ha esordito il vice presidente della Commissione europea Andrus Ansip nel suo discorso al Parlamento europeo a Strasburgo, dicendosi soddisfatto dell’impegno del Parlamento ma preoccupato per la direzione che hanno preso i negoziati sul Telecoms Single Market all’interno del Consiglio d’Europa, dove gli Stati membri sono divisi. “Non possiamo costruire il Mercato unico digitale senza soluzioni adeguate su roaming, net neutrality e spettro”, ha detto Ansip, sottolineando in particolare l’importanza dello spettro. “Una maggiore cooperazione sull’assegnazione dello spettro non è un problema tecnico ma riguarda l’erogazione di nuovi servizi, la disponibilità di connettività di alta qualità e al prezzo giusto”, ha indicato il Commissario Ue.

Nella visione di Ansip, Internet deve essere sicuro e accessibile per tutti e su questo obiettivo l’Europa deve ancora lavorare. Il Mercato unico digitale “veramente connesso” è ancora più lontano, ha aggiunto Ansip, ma necessario per permettere a cittadini e imprese di godere degli stessi servizi e contenuti digitali ovunque si trovino nell’Ue e per far decollare pienamente l’e-government e l’e-commerce. Oggi il mercato europeo è ancora troppo frammentato: “Le imprese devono affrontare 28 normative diverse per la difesa dei consumatori, la protezione dei dati, la stesura dei contratti, il pagamento delle tasse”, ha sottolineato Ansip. “Ecco perché ho proposto sei iniziative chiave ai miei colleghi commissari”.

La prima “area di lavoro” per Ansip dovrà essere la costruzione della fiducia degli utenti nel mondo online. Occorrerà dunque compiere passi in avanti nella protezione dei diritti dei consumatori online e concludere i negoziati sulle regole per la data protection e la cyber-security.

Altra area di attenzione sarà rimuovere le restrizioni di ogni genere e evitare che ne sorgano di altre. In particolare, Ansip dice no al “geo-blocking”, ovvero il blocco di un utente dall’accesso a un determinato servizio online in base alla sua location o zona di residenza. Per farlo occorrerà modernizzare le leggi sul copyright e liberarsi di ingiustificate limitazioni sul trasferimento o accesso a beni digitali.

Terzo punto sarà garantire l’accesso online, la connettività e gli investimenti; costruire la digital economy e fare in modo che il Mercato unico digitale sia rilevante per le imprese e capace di creare per loro concrete opportunità di business.

Altro tema da affrontare sarà la non discriminazione nell’uso dei motori di ricerca, che sono parte fondamentale dello sviluppo del Mercato unico digitale.

Ci sono anche elementi legati alla concorrenza su cui, ha assicurato Ansip, “la Commissione continua a vigilare”. “Il commissario Vestager deciderà come procedere con l’indagine in corso nei confronti di Google“, ha aggiunto Ansip, “dopo aver ascoltato le aziende che più sono danneggiate dalle pratiche del motore di ricerca americano”.

Infine, Ansip ha detto di voler promuovere la e-society, far sì che tutti i cittadini europei abbiano le competenze necessarie per vivere e lavorare nell’era digitale e stimolare l’innovazione digitale per mantenere l’Europa tra i leader mondiali dell’Ict.

“La nostra tabella di marcia è ambiziosa”, ha concluso Ansip. “Nel 2015, la Commissione presenterà la sua strategia e preparerà le misure corrispondenti basate su una chiara valutazione degli ostacoli più urgenti da rimuovere. Non supereremo questi ostacoli solo con le parole, o con regole troppo deboli”, ha aggiunto Ansip. “Occorrono regole efficienti, restrizioni ridotte al minimo per aziende e consumatori, libera concorrenza e servizi di alta qualità su mercati pan-europei. Ci sono diversi modi per ottenere questo: armonizzazione, mutuo riconoscimento, controllo del Paesi di origine. Questi sono i principi sui cui è stato costruito il mercato unico. Gli stessi principi valgono online. La guida politica c’è, dal Consiglio europeo, dal presidente Juncker e da questo Parlamento. Ora abbiamo bisogno di agire: con determinazione, per passare a un vero e funzionante Mercato unico digitale“.

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