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IOS DEVELOPER ACADEMY

Apple a Napoli, si parte a ottobre. Renzi: “Sud ideale per investire”

Al primo anno di corsi all’università Federico II di Napoli parteciperanno 200 giovani. Il Cfo della Mela Luca Maestri: “Europa terra di creativi”. Il premier su Facebook: “Una delle più importanti aziende globali punta sul Mezzogiorno e sui nostri giovani talenti”

07 Lug 2016

Antonello Salerno

Tutto pronto a Napoli per ospitare la prima iOS developer academy in Europa di Apple. A ottobre partrà il primo anno di attività, grazie alla partnership siglata tra il colosso di Cupertino e l’università Federico II. L’academy, che per il primo anno sarà aperta a 200 giovani, che seguiranno un corso progettato e supportato da Apple, potrà contare su una sede dedicata nel nuovo campus di San Giovanni a Teduccio dell’ateneo, nella periferia Est del capoluogo campano. A annunciare l’iniziativa durante il loro incontro a palazzo Chigi erano stati a gennaio il presidente del consiglio Matteo Renzi e il Ceo di Apple, Tim Cook.

I corsi presso l’Academy saranno gratuiti – annuncia il premier in un post su Facebook – e una parte degli studenti potrà beneficiare di borse di studio. Siamo molto soddisfatti, Napoli e il Mezzogiorno sono luoghi fantastici per formarsi e investire”.

“Siamo molto soddisfatti, perché una delle più importanti aziende globali ha deciso di investire al Sud, a Napoli, nel capitale umano, nei talenti straordinari dei nostri ragazzi – prosegue Renzi – Dalla Academy di Apple – conclude – non usciranno solo sviluppatori iOS molto richiesti nel mercato del lavoro, ma anche giovani imprenditori che da un’idea vincente faranno nascere aziende che porteranno ricchezza e posti di lavoro. Sono certo che il tessuto imprenditoriale locale saprà supportare e sostenere questa grande opportunità”.

“Siamo veramente felici di lavorare con l’Università di Napoli Federico II per lanciare la prima iOS Developer Academy in Europa – afferma Luca Maestri, Cfo di AppleAlcuni degli sviluppatori più creativi al mondo arrivano dall’Europa, e siamo certi che questo centro aiuterà la prossima generazione ad acquisire le competenze necessarie per avere successo.”

La iOS development Academy, si legge in una nota dell’università Federico II, si realizza “grazie a una nuova partnership con Apple che fornirà a centinaia di studenti le competenze pratiche e la formazione sullo sviluppo di app per l’ecosistema digitale più innovativo e vivace al mondo”. Il primo semestre sarà dedicato a migliorare le competenze degli studenti nello sviluppo software su iOS, mentre nel secondo gli studenti parteciperanno a corsi sulla creazione di start up e progettazione di app, e collaboreranno fra loro per la creazione di app che potrebbero eventualmente arrivare all’App Store

“Con questa iniziativa – sottolinea Gaetano Manfredi, rettore dell’ateneo – Federico II continua a rispondere alle esigenze formative legate alle nuove tecnologie, che devono rappresentare un complemento ai programmi tradizionali che la nostra Università continuerà a offrire con lo stesso impegno e la stessa qualità di sempre”.

Gli studenti interessati all’iniziativa possono informarsi o candidarsi attraverso il sito internet dell’ateneo, www.unina.it. Il primo step per accedere ai corsi sarà un test online, in italiano o in inglese. Per chi lo supererà è previsto come ulteriore grado di selezione un colloquio.

A spiegare perché sia nato questo corso contribuiscono i numeri delle App nel mondo Apple: sono più di due milioni nell’App store, per un settore che ha dato vita a 1,2 milioni di posti di lavoro in Europa dal 2008. Gli sviluppatori Europei hanno ricevuto da Cupertino circa 10 miliardi come ricavi derivanti dalla vendita delle loro app.

“Si tratta di una grande occasione, perché quella di Apple può diventare l’apripista di una serie di operazioni e investimenti nel mezzogiorno di altre imprese tecnologiche – afferma Sergio Boccadutri, coordinatore dell’Area Innovazione del PD – In particolare portare l’innovazione nel Campus di San Giovanni a Teduccio è un segnale importante di attenzione alle periferie, che possono rinascere non solo in Campania grazie all’inclusione digitale”.

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