IL RICORSO

Apple-Amazon, il caso Antitrust entra nel vivo: il 6 settembre l’udienza al Tar

Le due big tech si sono rivolte al tribunale amministrativo contro la maxi-istruttoria avviata dall’authority per “intesa restrittiva della concorrenza”. Al centro della contesa le politiche commerciali della piattaforma di e-commerce per il brand della Mela e Beats

17 Ago 2021

Antonello Salerno

ANTITRUST

I ricorsi di Apple e Amazon contro la maxi-istruttoria aperta dall’autorità Antitrust  nei loro confronti entrano nel vivo: è stata infatti fissata per il sei settembre l’udienza per la discussione in camera di consiglio al Tar del Lazio, con due distinti decreti monocratici.

Al centro del contendere c’è l’indagine aperta dall’Antitrust nei confronti dei due colossi della tecnologia, che prefigurava un’intesa restrittiva della concorrenza, per accertare se Amazon ed Apple abbiano dato vita a un accordo per vietare che i venditori di elettronica non aderenti al programma ufficiale della casa di Cupertino potessero proporre device a marchio Apple o Beats sulla piattaforma di e-commerce. Una pratica che potrebbe configurarsi come anticoncorrenziale, questa l’ipotesi su cui l’Antitrust è al lavoro, dal momento che anche i venditori non aderenti al programma Apple acquistano i prodotti della mela all’ingrosso per poterli poi rivendere al dettaglio.

Contro questa interpretazione sono scese in campo sia Apple sia Amazon, con i due ricorsi che sono stati presentati Apple Inc., Apple Sales International Ltd., Apple Italia, Apple Retail Italia e Apple Distribution International Limited per la casa di Cupertino, e da Amazon Services Europe e Amazon Italia Services per la piattaforma di commercio elettronico.

La richiesta che le due big tech avanzano al Tar è di sospendere, in attesa della pronuncia di merito del tribunale amministrativo regionale, l’iniziativa dell’authority sulla concorrenza, confidando poi in un annullamento una volta che i giudici avranno esaminato tutti i documenti e ricostruito nei dettagli la vicenda. Richiesta che si tradurrebbe quindi nello stop alla comunicazione dei risultati dell’istruttoria Antitrust, oltre che dei termini per acquisire gli elementi probatori e di presentazione delle memorie scritte.

Il Tar, “Considerato che il termine attualmente previsto per la presentazione delle memorie è fino al 15 settembre 2021 – spiega il tribunale amministrativo – ha ritenuto che nel caso specifico non ci sono gli elementi di gravità e urgenza richiesti dalla legge” per una sospensione cautelativa, dal momento che nella prima camera di consiglio utile, quella del sei settembre, “il ricorso potrà essere trattato nella idonea sede collegiale, con il contraddittorio delle parti”.

Secondo l’Autorità presieduta da Roberto Rustichelli “l’accordo per escludere dal marketplace alcuni soggetti appare potenzialmente idoneo a ridurre la concorrenza per l’innalzamento di barriere allo sbocco dei mercati della vendita on line a danno dei rivenditori non ufficiali – si legge nella nota di luglio 2020 dell’authority – costituiti solitamente da piccole e medie imprese che effettuano appunto vendite sul web utilizzando i servizi di marketplace”. L’accordo, inoltre, secondo l’Agcm, “con la diminuzione di rivenditori attivi nel canale online, potrebbe far calare gli incentivi a competere efficacemente sui prezzi dei prodotti Apple e Beats, con evidenti effetti negativi per i consumatori e per le imprese”.

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