STATI UNITI

Apple strizza l’occhio a Trump: i display “tornano” negli Usa

In cantiere un investimento da 7 miliardi di dollari, insieme a Foxconn, per portare la produzione degli schermi dalla Cina in Pannsylvania. L’iniziativa potrebbe generare tra i 30mila e i 50mila posti di lavoro. In ballo anche il trasferimento di Smart Technologies, controllata del colosso cinese, attualmente in Canada

23 Gen 2017

A.S.

Un sito produttivo negli Stati Uniti per costruire i display di casa Apple. E’ l’idea a cui stanno lavorando il colosso di Cupertino insieme al suo principale fornitore, Foxconn (Hon Hai Precision Industry), pianificando un investimento da sette miliardi di dollari, che potrebbe generare tra i 30mila e i 50mila posti di lavoro sul territorio statunitense. Una decisione che potrebbe essere interpretata come una risposta alle prese di posizione del neo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e del suo slogan “Amerca first”: Trump ha tra l’altro annunciato la propria intenzione di offrire incentivi fiscali importanti alle aziende che decideranno di riportare sul territorio americano le produzione che avevano precedentemente delocalizzato, è quello dei display di Cupertino potrebbe essere uno di questi casi.

A confermare la notizia è stato, durante un evento a Taipei, Terry Gou, numero uno di Hon Hai, dando così credito alle indiscrezioni che erano state pubblicate a novembre da Nikkei, secondo cui Apple era al lavoro con Hon Hai per capire se fosse possibile trasferire parte della produzione dalla Cina al Nord America.

“Con la crescente domanda di display sempre più grandi – ha affermato Gou – rendere la produzione locale potrebbe essere una soluzione migliore rispetto al trasporto dalla Cina agli Usa”.

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Lo Stato individuato per la costruzione del nuovo stabilimento sarebbe la Pennsylvania. Nikkei riferisce che un rappresentante della Pennsylvania Trade Office sarebbe stato presente all’evento di Hon Hai. Il gruppo ha assicurato che non abbandonerà la Cina, ma guarda agli Stati Uniti con sempre maggiore interesse.

Secondo le indiscrezioni ha hanno ripreso a circolare negli ultimi giorni, potrebbe approdare in Usa anche Smart Technologies, controllata di Foxconn con sede in Canada. La scelta dipenderebbe anche dalle dichiarazioni di Donald Trump: il neo-presidente ha infatti affermato di voler rinegoziare il North American Free Trade Agreement, l’accordo per il libero scambio che coinvolge Washington, Messico e Canada.