SCENARI

Assistenti vocali: il 90% degli italiani li conosce. Ma in pochi li trovano utili

Più del 66% ha interagito con la tecnologia nell’ultimo mese, ma le app vocali sono meno note e mancano funzionalità accattivanti. La fotografia scattata nel report “Voice Technology Italia 2022” di Vocalime

07 Mar 2022

Patrizia Licata

giornalista

Vocalime report voice technology italia 2022

Quasi il 90% (89,7%) degli italiani ha sentito parlare degli assistenti vocali e l’85,4% dei ha interagito con gli assistenti che riconoscono la voce almeno una volta; il 66,4% ha avuto a che fare con questa tecnologia nell’ultimo mese. Questi alcuni dei dati che emergono dal reportVoice Technology Italia 2022″ realizzato da Vocalime.

Lo studio indaga in modo approfondito il mercato italiano e le abitudini di interazione con gli assistenti vocali, sottolineando un alto grado di awareness, conversion e, in parte, loyalty. Tuttavia l’altissima awareness non basta: tutti i non-user (non hanno interagito nell’ultimo mese) condividono la percezione che gli assistenti vocali non offrano funzionalità utili a soddisfare i loro bisogni.

Le barriere all’ingresso

Il report di Vocalime analizza le barriere all’entrata e all’uso regolare di diverse tecnologie vocali; l’utilizzo e gradimento degli smart speaker; e l’utilizzo di assistenti vocali in auto. Include key take away per aziende e marketer.

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Tra i non-user lo studio distingue tra gli aware non-user (hanno interagito almeno una volta in passato con gli assistenti vocali), da coloro che non hanno mai interagito (non-aware non-user).

Comparando i motivi che allontanano gli italiani che hanno qualche familiarità con quelli che non conoscono le tecnologie voice in assoluto emergono alcune differenze. Ad esempio, mentre la mancanza di tecnologia necessaria è una forte barriera all’entrata, essa non costituisce una forte barriera per gli aware non-user. Gli aware però sono ancora più diffidenti sulla sicurezza (“non mi fido”) e ritengono scrivere più semplice ed efficiente che interagire con la voce.

Smart speaker: app vocali “sconosciute”

Sei utenti su dieci in Italia di assistenti vocali hanno uno smart speaker. Chi non lo ha ma conosce bene gli assistenti vocali è propenso a comprarlo: il 19% dice con convinzione che lo comprerà e il 42% prenderebbe in considerazione l’acquisto. Il 19% dice no.

Ma anche chi possiede un smart speaker potrebbe non essere un utente avanzato: il 45% afferma di non aver mai usato (almeno consapevolmente) le app vocali (Skill su Alexa e Action su Google Assistant; Siri di Apple non ha app vocali di terze parti).

Esaminando i fattori frenanti rispetto all’utilizzo di app vocali, la principale è l’inconsapevolezza della loro esistenza. Il dato è particolarmente interessante se correlato alla discussione sulle barriere all’utilizzo di smart speaker e di interfacce vocali, in generale. Infatti, è diffusa la percezione tra i non user che le tecnologie vocali non offrano ancora funzionalità utili al soddisfacimento dei propri bisogni. Si conferma che, tra i possessori di smart speaker che non hanno mai usato app vocali, c’è un sostanziale 52% che non conosce l’esistenza delle Skill Alexa e Action Google.

Più funzionalità per stimolare il mercato

Ascoltare l’utente e i suoi bisogni e stimolarlo alla prova degli assistenti vocali per conoscerne le funzionalità e percepirne l’utilità è il primo suggerimento offerto dal report a aziende e marketer.

Lo studio ribadisce che è proprio la carenza di funzionalità la barriera numero uno all’utilizzo di interfacce vocali e che esiste però un 40% di utenti di tecnologie vocali che interagisce almeno una volta al giorno.

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