Atos rinuncia a Dxc Technology e il titolo registra il massimo da nove mesi - CorCom

L'ACQUISIZIONE

Atos rinuncia a Dxc Technology e il titolo registra il massimo da nove mesi

Annunciata l’uscita dal tavolo delle trattative dopo il rifiuto del gruppo statunitense all’offerta da 10 miliardi di dollari. Gli azionisti, che si erano sempre detti scettici sull’operazione, festeggiano con un balzo in Borsa del 7,4%

02 Feb 2021

Domenico Aliperto

Il colosso francese di servizi tecnologici Atos ha deciso di abbandonare il tavolo delle trattative per acquisire le attività di Dxc Technology dopo che la rivale statunitense ha respinto la sua offerta. Il gruppo aveva presentato a inizio gennaio una proposta da circa 10 miliardi di dollari, pari a 8,2 miliardi di euro. La scelta di rinunciare all’operazione ha fatto guadagnare alle azioni di Atos il 7,4%, il più grande balzo in avanti degli ultimi nove mesi.

Le ragioni dell’affare sfumato

“Il consiglio di amministrazione di Atos ha deciso all’unanimità di non perseguire una potenziale transazione con Dxc Technology”, ha dichiarato oggi Atos in una nota ufficiale, confermando un’indiscrezione di Bloomberg.

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D’altra parte, il consiglio di amministrazione della Dxc aveva stabilito “che l’offerta Atos era inadeguata e mancava di certezze”, ha comunicato la società in una dichiarazione separata, precisando che in base a diverse misure, inclusi i ricavi e il margine ebit rettificato (i risultati arriveranno giovedì), l’azienda aveva superato le indicazioni nel terzo trimestre.

Questo nonostante Atos abbia sempre sostenuto di aver adottato un approccio amichevole all’acquisto di Dxc, una combinazione che le avrebbe dato più scalabilità per competere con Sap e Accenture Plc. Dxc Technology è nata nel 2017 dalla fusione tra Computer Sciences Corporation e la divisione Enterprise Services di Hewlett Packard Enterprise. Si tratta di una realtà che ha realizzato nel 2020 un fatturato vicino ai 20 miliardi di dollari. Se l’affare fosse andato in porto si sarebbe trattato per Atos della più grande acquisizione mai realizzata dall’azienda, che nel 2018 aveva rilevato per 3,4 miliardi di dollari il service provider americano Syntel. Secondo le persone che hanno familiarità con la questione, d’altra parte, i principali azionisti di Atos non si sono mai detti entusiasti all’idea dell’accordo e sono rimasti sorpresi dalla portata della potenziale combinazione dopo essersi aspettati che la società si concentrasse maggiormente sulla crescita organica e sulle acquisizioni.

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