Baidu si quota anche a Hong Kong, operazione da 3,1 miliardi di dollari - CorCom

IN BORSA

Baidu si quota anche a Hong Kong, operazione da 3,1 miliardi di dollari

Listing che affianca la presenza al Nasdaq. Secondo indiscrezioni il prezzo sarebbe di 32,45 dollari per azione. Altre aziende cinesi, tra cui Alibaba, hanno scelto la seconda quotazione in Asia per avvicinarsi agli investitori “locali”

17 Mar 2021

Patrizia Licata

giornalista

Baidu si prepara a un nuovo ingresso in Borsa: il colosso cinese della ricerca Internet e dell’intelligenza artificiale, già quotato al Nasdaq, ha annunciato un listing secondario sulla piazza di Hong Kong con un’operazione che potrebbe valere quasi 3,1 miliardi di dollari, secondo indiscrezioni raccolt da Cnbc. Baidu ha infatti messo un prezzo per azione di 252 dollari di Hong Kong o 32,45 dollari Usa. Per ora l’azienda non ha confermato le notizie riportate dai media.

Effetto trade war su Baidu

La cosiddetta “Google cinese” da circa un anno sta riflettendo sull’opportunità di mantenere la presenza sulla Borsa hitech di New York e sullo spostamento verso una piazza asiatica. Lo scorso maggio Reuters riportava che l’azienda valutava addirittura il delisting dal Nasdaq per quotarsi su una Borsa più vicina al mercato domestico, con lo scopo di alzare la sua valutazione e tutelarsi dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.

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L’ipotesi è poi stata scartata a favore dell’emissione di 95 milioni di azioni ordinarie di classe A in un secondo listing a Hong Kong. Nei documenti Baidu ha indicato che il pricing del titolo non sarebbe stato superiore a 295 dollari di Hong Kong.

Il prezzo di 252 dollari Hong Kong per azione ipotizzato dalle fonti di Cnbc porta il valore totale dell’operazione a 23,94 miliardi di dollari di Hong Kong o 3,08 miliardi di dollari Usa.

Anche Alibaba tra i doppi listing

Baidu, che gestisce il motore di ricerca online numero uno in Cina e sviluppa avanzati software di intelligenza artificiale, è stata una delle prime quotazioni di un’azienda cinese negli Stati Uniti. Ora si unisce a una serie di aziende tecnologiche della Cina quotate negli Stati Uniti che hanno effettuato un listing secondario sulla piazza di Hong Kong. Tra queste c’è Alibaba, quotata sia a New York che a Hong Kong.

Il colosso del commercio elettronico ha infatti svolto a fine 2019 una quotazione secondaria nella Borsa asiatica per avvicinarsi agli investitori cinesi e raccogliere capitali per sostenere la crescita internazionale.

Anche le cinesi JD.com e NetEase sono quotate a New York e a Hong Kong. A loro dovrebbe unirsi presto la società del video-streaming Bilibili, che ha già depositato i documenti al regolatore della piazza asiatica.

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