SICUREZZA

Braccialetti elettronici, Giorgia Meloni: “Utilizzarli di più a tutela delle donne”

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il premier riaccende i riflettori sullo strumento nato per arginare stalking e femminicidi, ancora sottoutilizzato. Una possibile “soluzione” che in campagna elettorale era spinta anche dal centrosinistra

Pubblicato il 25 Nov 2022

VIOLENZA DONNE FEMMINICIDI

“Rafforzare il ricorso allo strumento dei braccialetti elettronici“: nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, intervenendo a Roma al convegno “I risultati della commissione Femminicidio al passaggio di testimone: i dati, i temi, gli impegni”, il premier Giorgia Meloni coglie l’occasione per riaccendere i riflettori sullo strumento nato soprattutto per combattere il dilagante fenomeno della violenza contro le donne e arginare i femminicidi.

Serve l’adozione di “protocolli e migliori pratiche nei tribunali per un’applicazione più efficace del Codice rosso”, ha spiegato la presidente del Consiglio nel corso del suo intervento in sala Zuccari a Palazzo Giustiniani. Bisogna “formare gli operatori” e “creare cooperazione tra le diverse figure che operano in questo campo”, oltre a far conoscere alle donne le “campagne di sensibilizzazione”, ha aggiunto.

Una possibile “soluzione”, ma i provvedimenti reali sono pochi

Il tema dei braccialetti elettronici, misura introdotta nel lontano 2001 nel codice di procedura penale, aveva tenuto banco soprattutto in campagna elettorale per voce soprattutto del centrosinistra, che aveva spinto nella direzione di un’accelerazione. ça sua adozione è stata più volte segnalata nel corso degli anni come una delle “soluzioni” o quantomeno delle misure da mettere in campo in particolare nell’ambito dei provvedimenti cautelari che prevedono gli arresti domiciliari e dal 2019 con il riconoscimento del reato di stalking nell’ambito del Codice Rosso (oltre per coloro che stanno scontando la pena in detenzione domiciliare).

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In realtà, nonostante i dati crescenti proprio sul fronte stalking e le persecuzioni ai danni delle donne, dal 2014 al 2021 sono stati appena 5.625 (complessivamente e quindi calcolando tutti i reati) i provvedimenti con controllo elettronico. E se è vero che nel 2020 si è registrata un’impennata – si è passati a 2.605 provvedimenti dai 251 del 2019 – la causa era soprattutto da imputare alle misure legate al Covid, per fronteggiare l’emergenza sanitaria nelle carceri

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