STRATEGIE

Broadcom pronta a licenziare 1.300 dipendenti di VMware

Il chipmaker Usa ha concluso l’acquisizione da 61 miliardi di euro solo lo scorso 22 novembre. La decisione annunciata dal ceo Hock Tan in una mail inviata ai dipendenti

Pubblicato il 01 Dic 2023

broadcom

Il produttore di chip Broadcom licenzierà circa 1.300 dipendenti VMware in California in seguito all’acquisizione dell’azienda di cloud computing. È quanto annuncia Bloomberg, aggiungendo che, secondo un’e-mail che sarebbe stata inviata dal ceo Hock Tan ai dipendenti. il produttore di semiconduttori ha intenzione di esaminare le opzioni strategiche anche per due business unit di VMware.

Un’acquisizione finita sotto la lente di tutti gli Antitrust

La statunitense Broadcom ha concluso l’acquisizione da 69 miliardi di dollari  (61 miliardi di euro) di VMware lo scorso 22 novembre, dopo aver ricevuto l’approvazione normativa dalla Cina.

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Alla società, uno dei chipmaker più grossi al mondo, si deve una lunga serie di prodotti indispensabili per server e data center, mentre VMWare è una delle aziende leader nel mondo della virtualizzazione, operazione fondamentale nella gestione proprio dei server e dei data center.  La fusione dei due colossi era dunque giustificata, ma le autorità antitrust di tutto il mondo hanno voluto evitare il rischio monopolio.

Gli ostacoli chiave: Ue e Cina

Nell’iter un ostacolo importante è stata l’Unione Europea, che aveva richiesto garanzie concrete contro la limitazione della compatibilità di VMWare con l’hardware di altri produttori e contro la creazione di bundle esclusivi hardware/software. Qui la Competition and Markets Authority (Cma) nel mese di luglio aveva provvisoriamente autorizzato l’accordo, affermando che non avrebbe indebolito la concorrenza nel settore dei prodotti critici per i server informatici se vincolato a una serie di impegni “a garanzia della massima interoperabilità dei sistemi e della messa a disposizione dei codici sorgente delle soluzioni per consentire la concorrenza dei competitor”.

L’ultimo ostacolo rimasto era la Cina, che ha dato la propria approvazione dopo aver imposto alcune ulteriori condizioni a Broadcom sulle politiche di vendita locali.

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