L'OPERAZIONE DA 61 MILIARDI

Broadcom-Wmware, sul tavolo Ue i “rimedi” per chiudere la partita

La decisione finale dell’Antitrust slitta al 17 luglio. Il colosso Usa: “Nessun problema di concorrenza. Il deal offrirà alle aziende clienti soluzioni per vincere la sfida del multi-cloud”

Pubblicato il 17 Mag 2023

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Broadcom non molla sull’offerta da 61 miliardi per acquisire VMware. Il colosso Usa ha infatti proposto alla Commissione Ue una serie di rimedi sull’interoperabilità. Nel parere preliminare sul deal, Bruxelles aveva possibili limiti alla competizione di mercato in particolare a seguito dell’integrazione e dell’interoperabilità di alcuni componenti hardware-software.

A seguito della presentazione dei rimedi, l’Antitrust Ue ha prorogato la dead line per la decisione finale al 17 luglio.

Il ceo di Broadcom a Bruxelles

A inizio maggio il ceo di Broadcom, Hock Tan, era stato a Bruxelles per cercare di convincere la autorità antitrust che l’offerta per acquisire VMware è vantaggiosa per tutto il settore del cloud. E la presenza di Amazon, Microsoft e Google nel mercato sarebbero una riprova della competizione esistente.

Broadcom ha ribadito il suo obiettivo di chiudere la transazione VMware nell’anno fiscale 2023.

“Pur sostenendo che questo accordo non presenta alcun problema di concorrenza, abbiamo fatto una proposta per affrontare pienamente le preoccupazioni espresse dalla Commissione europea”, hanno fatto sapere da Broadcom.

“La combinazione di Broadcom e VMware consente alle aziende di accelerare l’innovazione ed espandere la scelta affrontando le loro sfide tecnologiche più complesse nell’era del multi-cloud. Siamo fiduciosi che le autorità di regolamentazione lo vedranno quando concluderanno la loro revisione”, ha aggiunto in una nota.

I dubbi della Ue

Nel dicembre 2022, la Commissione ha avviato un’indagine approfondita per valutare se l’acquisizione di VMware da parte di Broadcom possa limitare la concorrenza nel mercato della fornitura di Nic, Hba Fc e adattatori di archiviazione. Inoltre, la Commissione temeva che Broadcom potesse ostacolare lo sviluppo di SmartNic da parte di altri fornitori e iniziare a raggruppare il software di virtualizzazione di VMware con il proprio software e non offrire più il software di virtualizzazione di VMware come prodotto autonomo. La Commissione ha condotto un’indagine ad ampio raggio per comprendere il mercato e il potenziale impatto dell’operazione. Questa indagine ha incluso, tra l’altro, l’analisi di documenti interni forniti dalle parti e la raccolta di pareri da utenti e produttori di server, nonché da fornitori di software di virtualizzazione.

Nella comunicazione di addebiti, la Ue ha evidenziato rischi per concorrenza nei mercati globali per la fornitura di Hba Fc e adattatori di archiviazione, precludendo l’hardware dei concorrenti ritardando o degradando il loro accesso al software di virtualizzazione dei server di VMware. I mercati in cui opera Broadcom molto concentrati: per la Commissione se i concorrenti di Broadcom saranno ostacolati nella loro capacità di competere in questi mercati, ciò potrebbe a sua volta portare a prezzi più alti, qualità inferiore e minore innovazione per i clienti aziendali e, in ultima analisi, per i consumatori.

Due aziende complementari

Broadcom è un’azienda di hardware con sede a San José, in California, che offre, tra gli altri prodotti, schede di interfaccia di rete (“Nic”), adattatori bus host a canale in fibra ottica (“Hba Fc”) e adattatori di memoria. Recentemente ha iniziato ad espandersi nei mercati del software, principalmente per applicazioni di sicurezza e mainframe. VMware, che ha sede a Palo Alto (California), è invece ai primi posti a livello mondiale nel campo del software di virtualizzazione dei server negli ambienti on-premise e cloud privato che interagisce con un’ampia gamma di hardware, inclusi Hba Fc e adattatori di archiviazione.

Il deal Broadcom-VMware

L’acquisizione da 61 miliardi annunciata a maggio da Broadcom è seconda per valore solo a quella di Microsoft per Activision Blizzard, operazione da 69 miliardi. Riguardo a Broadcom l’acquisizione di VMware punta a diversificare l’offerta e quindi ad ampliare l’orizzonte dai semiconduttori al software enterprise con l’intento di aumentare fatturato e margini. Vmware si è separata da Dell a fine 2021 nel tentativo di ripagare il debito. Michael Dell possiede circa il 40% di VMware.

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