Buoni pasto elettronici già nel caos: i Pos non sono interoperabili - CorCom

LE NUOVE NORME

Buoni pasto elettronici già nel caos: i Pos non sono interoperabili

Gli e-ticket rischiano di impantanarsi a causa della mancanza di un lettore “universale”. Gli esercenti “obbligati” a dotarsi di device diversi: in quanti pronti a sostenere i costi?

20 Ago 2015

Antonello Salerno

Il buono pasto elettronico introduce una serie di vantaggi per le aziende, gli esercenti e i consumatori, ma crea anche qualche tensione rispetto alle possibilità e alle modalità di utilizzo. Che oggi, a un mese dell’entrata in vigore della legge di stabilità che le ha introdotte, iniziano a venire alla luce. Il Pos unico per la lettura delle tessere magnetiche e la cumulabilità dei ticket elettronici sono in cima alla lista delle richiste di utenti e associazioni dei consumatori.

I lettori dei buoni pasto elettronici infatti non sono al momento unificati: ogni azienda utilizza il proprio, e questo mette gli esercenti nella situazione di doversi dotare di molti lettori, e di pagare le spese per ognuno di questi. Per ovviare a questo problema alcune case hanno già deciso di accordarsi: è il caso di Qui Group, Sodexo Benefits & Rewards Services, e Day Ristoservice Group Up, che stanno lavorando a un lettore unico “multicard”. Tra le proteste delle ultime ore quelle di Giovanni Paglia, capogruppo di Sel in commissione Finanze alla Camera: “Avevano chiesto al Governo di obbligare i Pos appositi a ricevere tutte le card elettroniche e non solo quelle di una o dell’altra compagnia, per rendere reale la concorrenza fra le società emettitrici”, afferma, spiegando che questa era una delle tre richieste fatte da Sel quando furono introdotti gli incentivi fiscali ai buoni pasto elettronici. Gli altri due sono l’introduzione della cumulabilità dei buoni, e l’imposizione di un limite massimo del 3% alle commissioni applicate agli esercenti: “Ci auguriamo – conclude – che ora ci sia un ripensamento del Governo”.

La legge di stabilità ha sancito che dal primo luglio la soglia di esenzione fiscale dei ticket restaurant elettronici passa da 5,29 a 7 euro, rendendo così più conveniente per l’azienda ricorrere alle tessere elettroniche piuttosto che ai buoni pasto cartacei, la cui soglia di esenzione rimane a 5,29 euro. Il provvedimento ha subito mostrato risultati tangibili, con Qui Group che alla fine di luglio ha parlato di un aumento di richieste per i buoni pasto elettronici dell’80% in un mese, ed Endered che a ridosso della scadenza del primo luglio parlava già di un aumento dell’85% dei volumi derivanti da card elettroniche e soluzioni mobile.

Ma non si tratta di un entusiasmo condiviso da tutti, dal momento che il buono pasto elettronico, insieme alle sue caratteristiche di comodità e di semplificazione, porta con sé alcuni “effetti collaterali” che iniziano a emergere e hanno portato il Codacons a minacciare una class action: “Una volta acquisito – spiega l’associazione in una nota – il diritto all’utilizzo di quel buono pasto deve valere sempre e ovunque, anche in modo cumulativo”.

Oltre al problema del Pos Unico, l’altro corno della questione è che utilizzando le card non saranno più possibili alcuni usi “impropri” dei buoni pasto che finora erano stati di fatto accettati: i ticket non saranno cioè cumulabili, dovranno essere utilizzati uno al giorno, e se ne perderà il diritto per i giorni in cui non saranno stati utilizzati in tempo. Impossibile, quindi, farci la spesa.

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