Cad e in house, rischio paralisi "ultimo miglio"? - CorCom

LA RIFORMA

Cad e in house, rischio paralisi “ultimo miglio”?

La crisi di governo potrebbe mettere in stallo la riforma della PA: entro il 14 gennaio devono essere varate le regole tecniche del nuovo Codice. Taglio alle partecipate: serve un accordo politico in Conferenza Regioni per avviare il consolidamento

09 Dic 2016

Federica Meta

La crisi di governo rischia di mettere in stallo la riforma della PA. In ballo non c’è solo il capitolo statali, ma anche una fitta serie di scadenze, dalle partecipate passando per il digitale. Di alcune di queste scadenze si dovrà occupare il prossimo governo. A cominciare dal nuovo Cad e dalle sue regole attuative.

Il Codice dell’amministrazione digitale, entrato in vigore lo scorso settembre, prevede che entro il 14 gennaio 2017 sia emanato il decreto ministeriale di coordinamento con le regole tecniche. Un dossier che finirà dunque, dritto dritto, nelle mani del successore del ministro Madia cui spetterà mettere la firma ai provvedimenti. Stando a quanto risulta a CorCom, il ministero è a lavoro da tempo sulle regole.

Al pit stop anche la situazione delle partecipate. La riforma Madia stabiliva che entro fine anno le società a partecipazione pubblica adeguassero i loro statuti alle nuove regole – un amministratore unico e un tetto massimo ai compens dei dirigenti di 240mila euro all’anno – e si avviassero processi di consolidamento con l’obiettivo di portare il numero delle in house da 8mila a mille. Ma la sentenza della Consulta ha sparigliato le carte, dichirando l’illegittimità della riforma nella parte in cui prevede che l’attuazione, attraverso i decreti legislativi, possa avvenire con il semplice parere della Conferenza Stato-Regioni o Unificata.

All’indomani della sentenza Madia aveva annunciato un imminente incontro con la Conferenza delle Regioni per sanare la situazione. Incontro però non calendarizzato a causa della crisi di governo. E che ora rischia di slittare ben dopo la formazione del nuovo esecutivo. Dando un ulteriore “mazzata” al processo di innovazione nella pubblica amministrazione.

Nessun problema invece per il Foia. Calendario alla mano, entro il 23 dicembre le amministrazioni dovranno adeguarsi a quanto previsto dal Freedom of Information Act ovvero garantire l’accesso dei cittadini agli atti pubblici. Entro il 31 dicembre, inoltre, le amministrazioni sono chiamate a comunicare al ministero i dati sulle auto blu, a meno di incorrere in sanzioni.

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