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Carlo Bonomi: “Industria 4.0 e Fintech capisaldi della via italiana alla ripresa”

Il neo presidente di Confindustria annuncia la presentazione, il prossimo autunno, del Piano strategico 2030-2050 che punta sugli investimenti in innovazione e digitalizzazione, anche sul fronte delle competenze. Assist da Avenia, Gay e Guindani: fibra e 5G pilastri della nuova economia

21 Mag 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Ripresa e potenziamento di Industria 4.0 e incentivi per il Fintech 4.0: questi i due “capisaldi” della via italiana alla ripresa secondo Carlo Bonomi, neo presidente di Confindustria eletto per il quadriennio 2020-2024 che annuncia la presentazione al governo e istituzioni, il prossimo autunno prima della Legge di Bilancio, del Piano strategico 2030-2050, un piano dunque di ampio respiro come si addice ad una politica industriale che guardi al futuro.

Secondo Bonomi è sulla digitalizzazione che bisogna spingere l’acceleratore, concentrandosi sulle “priorità essenziali”: investimenti in innovazione e ricerca, capitale umano, sostenibilità ambientale e sociale delle produzioni, nuove forme organizzative e contrattuali, qualificazione e sostegno alle filiere dell’export.

“Dobbiamo porre al centro dell’agenda nazionale una visione di profonda e positiva discontinuità”, sottolinea in un intervento pubblicato sul Sole 24Ore. “L’obiettivo deve essere uno Stato equilibrato nelle competenze, non antagoniste tra centro e autonomie; con un fisco che sia leva di crescita, non ostacolo al suo procedere; con un welfare concentrato davvero su chi ha meno e su giovani, donne e famiglie, lavoratori a minor reddito e quelli da riorientare al lavoro”. “Dovremo chiedere alla politica – aggiunge il neo presidente di Confindustria – di raddoppiare gli investimenti pubblici che essa ha tagliato negli anni privilegiando la spesa corrente, e che ora più che mai servono nel campo delle infrastrutture di trasporto e logistiche, nella digitalizzazione e produttività dei servizi non solo pubblici, nella ricerca e nella sanità”.

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Al momento il piano Industria-Impresa 4.0 è al palo: lasciato fuori dal Decreto Rilancio – che ha previsto fondi per le startup innovative (circa 500 milioni) e persino per i videogiochi con l’istituzione di un Fondo ad hoc – il Piano ha dimostrato nel corso degli anni di essere strategico per la digitalizzazione del comparto industriale e imprenditoriale. “Siamo a disposizione per condividere con Confindustria le iniziative su tutti i temi legati al digitale ed all’innovazione – partendo dalla creazione di nuove competenze – e sulle riforme necessarie per sostenere la digitalizzazione del tessuto produttivo per lo sviluppo del Paese”, sottolinea il presidente di Anitec-Assinform Marco Gay nel fare le congratulazioni a Bonomi e alla squadra, in cui siede fra l’altro il presidente di Tim Luigi Gubitosi con delega al digitale. E a tal proposito in un tweet Confindustria Digitale, l’associazione presieduta da Cesare Avenia scrive proprio che l’asse Bonomi-Gubitosi rappresenta la premessa “per la ricostruzione del Paese sotto il segno dell’innovazione”.

Massima disponibilità anche da parte di Asstel – altra costola dell’innovazione in casa Confindustria. “Il nostro Paese sta affrontando un’emergenza dalla quale si potrà uscire con la “chiarezza ed energia” richiamata dal Presidente Bonomi per uno sforzo corale che rilanci l’economia reale, l’unico motore in grado di sostenere l’occupazione ed i redditi”, sottolinea il presidente di Asstel Pietro Guindani.  “Asstel supporterà il lavoro di Confindustria per assicurare a tutte le filiere industriali i servizi di telecomunicazioni che si sono già dimostrati una risorsa fondamentale in queste settimane di crisi, per consentire a milioni di persone di continuare a lavorare, studiare e mantenere i rapporti sociali. Sarà fondamentale continuare a promuovere la digitalizzazione del Paese e lo sviluppo di nuove tecnologie a partire dalle reti in fibra e 5G”.

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