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Caso Apple, Moscovici: “Le multinazionali paghino come tutti”

Il commissario europeo agli Affari economici e finanziari sul ricorso dell’Irlanda: “Decisione strana, 13 miliardi le farebbero comodo. Sappiamo di avere ragione: regole, dati e fatti parlano chiaro”

09 Set 2016

Andrea Frollà

“Rispettiamo la decisione dell’Irlanda di fare appello, sebbene sia una decisione strana. Voglio dire che 13 miliardi di euro, in un Paese che è stato danneggiato dalla crisi, potrebbero servire per programmi sociali ed economici”. Il commissario europeo agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, commenta così la decisione dell’esecutivo irlandese di ricorrere contro il verdetto Ue sul caso fiscale di Apple.

Intervenendo a margine della riunione dell’Eurogruppo a Bratislava, Moscovici alza leggermente i toni dello scontro fra Dublino e Bruxelles: “Difenderemo il nostro punto di vista davanti alla Corte e lo faremo in modo fermo, perché sappiamo di avere ragione. Non è una decisione arbitraria, non abbiamo creato un problema dal nulla: un problema c’è, basta guardare ai fatti, ai dati e alle regole”.

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I cittadini, aggiunge il commissario, “si aspettano che le multinazionali paghino le tasse come tutti. Non è che solo perché hanno schiere di consulenti legali che possono approfittarsi: solo per ricordare una cosa, Apple ha pagato l’1% di tasse nel 2003 e lo 0,005% nel 2014”. Chi paga così poco? “Nessuno – sottolinea -. Non è una decisione contro gli Usa, siamo un’economia aperta ma servono regole comuni e deve arrivare il messaggio: basta con l’evasione fiscale e con la pianificazione fiscale aggressiva”.

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