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Chi è disposto a pagare per una “Netflix mobile”? La scommessa (miliardaria) di NewTV

Il “mago” del cinema Jeffrey Katzenberg raccoglie un miliardo di dollari per il lancio di un servizio streaming premium. Filmati d’autore, brevissimi, da consumare su smartphone. Ma l’azzardo è alto in un mercato sempre più competitivo

Pubblicato il 08 Ago 2018

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Mini-video di qualità da consumarsi a pagamento sul mobile. E’ questa la scommessa “mobile-first” di NewTv, startup lanciata da Jeffrey Katzenberg e capitanata da Meg Whitman (ex numero uno di HP), che ha drenato sul mercato 1 miliardo di dollari di finanziamenti: nel parterre di investitori Goldman Sachs, JP Morgan, Warner Bros, Sony Pictures, Disney, Paramount, Universale Picture, perfino la cinese Alibaba.

La piattaforma – il nome per ora è provvisorio – dovrebbe essere lanciata nel 2019 con un catalogo di mini-video rigorosamente originali: ogni episodio durerà al massimo 10 minuti e il servizio sarà offerta sia con, sia senza pubblicità. L’età del pubblico target 30 anni. Ma esiste un mercato per una piattaforma streaming del genere? Si può fare una “Netflix mobile”?

Se lo chiedono gli osservatori americani nonostante l’impresa sia stata promossa da Katzenberg, “mago” del cinema (ex Disney, fondatore della Dreamworks con Spielberg e Geffen). I dubbi nascono già sulle premesse: il presupposto base – il target costituito da una generazione di “amorfi digitali” incapaci di concentrarsi su qualcosa per più di 10 minuti – è troppo debole. E finora tutti i tentativi di forzare video premium su cellulare sono andati falliti.

Gli utenti connessi trascorrono in media più di un’ora al giorno a guardare YouTube su dispositivi mobili: ma tentare di spostarli su contenuti premium si è rivelato finora impossibile. Non ci è riuscito Facebook, Apple, nemmeno la stessa YouTube.

C’è di più. Il campione dello streaming Netflix è tuttora dipendente dallo schermo TV. Nonostante il 35% delle iscrizioni venga completato su smartphone e tablet, solo il 15% delle ore di visualizzazione globali si svolge sul piccolo schermo. E’ lo schermo TV a rappresentare il 70% di tutto il tempo streaming di Netflix. Il restante 15%? Computer portatili e desktop. Del resto negli Usa il cliente medio di Netflix trascorre 10 ore alla settimana sulla piattaforma, rispetto alle 19,6 ore che l’americano medio spende per guardare la TV tradizionale.

In uno scenario del genere sembra difficile che possa vincere una scommessa che punta su due fattori – mobile e premium – difficili da scalare. Il mercato dei servizi streaming sta vivendo un momento di grande tumulto competitivo: i grandi gruppi media stanno tentando consolidamenti nel tentativo di accumulare vaste raccolte di contenuti (Walt Disney ha comprato Fox, Comcast vuole comprare Sky) nella speranza di lanciare rivali di Netflix più completi e credibili. Ma quello che NewTV propone è competere in un mercato che stenta a esistere.

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