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Chip e microelettronica, al via i contratti di sviluppo: dal Mise 750 milioni

Dall’11 aprile via alle domande di agevolazione per gli investimenti destinati alle filiere industriali strategiche. Il 40% ai progetti nel Mezzogiorno. Giorgetti: “Strumento fondamentale che crea sviluppo e occupazione”

25 Mar 2022

F. Me

chip

Conto alla rovescia per l’avvio dei contratti di sviluppo. A partire dalle ore 12 di lunedì 11 aprile le imprese potranno presentare domanda di agevolazione per gli investimenti nelle filiere industriali strategiche e innovative, attraverso lo strumento che ha a disposizione risorse complessive pari a circa 3,1 miliardi di euro.

E’ quanto stabiliscono i decreti del Ministero dello sviluppo economico che rendono operativi gli interventi del ministro Giancarlo Giorgetti previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), al fine di sostenere la competitività del sistema produttivo con la realizzazione di progetti su tutto il territorio nazionale.

Entrando nel dettaglio al sostegno di investimenti nelle filiere produttive strategiche sono destinati 750 milioni di euro per favorire progetti legati alla digitalizzazione, all’innovazione e competitività del made in Italy nei settori: automotive, agroindustria, design, moda e arredo, microelettronica e semiconduttori, metallo ed elettromeccanica, chimica e farmaceutica. Di queste risorse almeno il 40% agevolerà progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

“Con l’avvio di questi bandi il Mise raggiunge nei tempi uno dei più importanti traguardi fissati nel Pnrr, perché sono ridisegnati e potenziati i Contratti di sviluppo molto apprezzati dal mondo delle imprese – spiega Giorgetti – Si tratta di uno strumento fondamentale che crea sviluppo e occupazione e noi intendiamo metterlo a disposizione di tutti gli imprenditori che vogliono utilizzarli per un nuovo percorso di crescita. Abbiamo inoltre  chiesto alla ministra Carfagna di anticipare e sbloccare ulteriori fondi per i Contratti di sviluppo per renderli immediatamente disponibili e far partire più velocemente altri progetti al Sud”.

“Sostenere gli investimenti produttivi in questa fase – sottolinea il ministro –  risponde non solo alla necessità di gestire l’impatto economico e sociale della transizione digitale e green ma anche gli effetti del conflitto in Ucraina sulle nostre filiere industriali. Dobbiamo pertanto accelerare su tutte quelle misure pensate per rafforzare la competitività delle imprese, in particolare quelle del settore manifatturiero, assicurando così all’Italia e alla Ue l’autonomia strategica”.

Un miliardo di euro è invece dedicato al rafforzamento degli investimenti sulle principali filiere della transizione ecologica, incentivando programmi di ricerca e innovazione nonché i processi di riconversione industriale attraverso la costruzione di Gigafactory nel settore delle batterie, a cui verranno destinati 500 milioni della dotazione finanziaria, mentre per le tecnologie dei pannelli fotovoltaici e per l’industria eolica saranno rispettivamente destinati 400 milioni e 100 milioni.

I progetti d’investimento che verranno finanziati dal Mise dovranno infatti rafforzare le imprese appartenenti alle filiere strategiche, aumentando la produttività, l’autonomia strategica e l’occupazione. Oltre alle risorse del Pnrr lo strumento dei Contratti di sviluppo potrà contare sul rifinanziamento stabilito dalla legge di Bilancio per gli anni dal 2022 al 2026, pari a una dotazione complessiva di 1.370.000.000 euro.

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