GUERRA IN UCRAINA

Chip, Intel chiude le attività in Russia. E Mosca guarda alla Cina

Per le banche escluse da Swift è emergenza microprocessori: servono per le carte di pagamento che usano il sistema nazionale Mir. Trattative in corso con i vendor di Pechino, già attiva la collaborazione con UnionPay

06 Apr 2022

Patrizia Licata

giornalista

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Intel sospende tutte le attività in Russia: la decisione riflette la condanna della guerra della Russia contro l’Ucraina” e segue la precedente decisione del produttore americano di chip di interrompere le spedizioni ai clienti di Russia e Bielorussia. Come si legge sul sito aziendale, “I nostri pensieri sono con tutti coloro che sono stati colpiti da questa guerra, compreso il popolo dell’Ucraina e dei paesi circostanti, oltre a chi ha familiari, amici e persone care in questa regione. Stiamo lavorando per sostenere tutti i nostri dipendenti in questa difficile situazione, inclusi i nostri 1.200 dipendenti in Russia. Abbiamo anche implementato misure di business continuity per ridurre al minimo gli impatti sulle nostre operazioni globali”.

Per la Russia colpita dalle sanzioni diventa sempre più difficile approvvigionarsi di componenti dalle aziende occidentali: per questo Mosca guarda alla Cina e ai suoi fornitori.

Russia in trattative per i microchip cinesi

Sono soprattutto le sanzioni che hanno colpito il sistema finanziario russo a spingere Mosca verso i produttori di chip cinesi per le carte bancarie. Le misure adottate dai Paesi occidentali dopo l’invasione dell’Ucraina hanno infatti aumentato la richiesta di carte di credito e bancomat legati al sistema di pagamento nazionale Mir.

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Oleg Tishakov, membro del Cda del National card payment system (Nspk), ha affermato che la Russia ha una fortissima carenza di microchip perché i produttori asiatici sono colpiti da una nuova ondata di Covid-19 che ha imposto la chiusura di diverse fabbriche e i fornitori europei hanno sospeso le relazioni commerciali con Mosca dopo l’entrata in vigore delle sanzioni. Di conseguenza il Nspk sta cercando nuovi fornitori di microchip e ne ha trovati “un paio in Cina. Le procedure di certificazione sono in corso”, ha dichiarato Tishakov, secondo quanto riporta Reuters. Nspk ha emesso più di 2 milioni di carte Mir dalla fine del 2021 a marzo, stima Reuters, e ha ora un totale di 116 milioni di carte attive.

Le banche russe si alleano alla cinese UnionPay

Alcune delle maggiori banche russe non hanno più accesso al sistema di interconnessione bancaria Swift e le società internazionali delle carte di pagamento Visa e MasterCard non servono più i clienti russi fuori dagli Stati Uniti. Dallo scorso mese il sistema Mir non può neanche connettersi con Apple Pay.

Le grandi banche russe stanno correndo ai ripari e molte delle nuove carte di pagamento Mir emesse sono co-branded con la cinese UnionPay, sistema di pagamento alternativo a Visa e MasterCard per gli acquisti che i russi effettuano all’estero.
Le carte Mir sono accettate da alcune banche in Turchia, Vietnam, Armenia, Uzbekistan, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e nelle regioni secessioniste della Georgia, Ossezia del Sud e Abcasia.
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