L'EMERGENZA

Chip shortage, salasso per l’automotive. In Italia il caso Stellantis si abbatte sulla filiera

Secondo le stime di Ihs Markit il 2021 chiuderà con un calo produttivo di 5 milioni di veicoli dovuto alla carenza di semiconduttori. Nel nostro Paese si fanno già sentire gli effetti e a pagare lo scotto sarà anche il settore della componentistica. I sindacati: “Il Governo intervenga urgentemente”

17 Set 2021

Domenico Aliperto

industria-chip

La carenza di semiconduttori e il ritardo nell’imballaggio e nei test dei chip causeranno un calo della produzione globale di veicoli leggeri di cinque milioni di unità solo quest’anno. A quantificare un danno che ormai tutti si aspettano da mesi è la società di analisi Ihs Markit, che basa le sue previsioni su un periodo che arriva fino alla metà del 2022. Più precisamente, a causa delle sfide che dovrà affrontare la catena di approvvigionamento, per Ihs la produzione di veicoli leggeri diminuirà del 6,2% per il 2021 e del 9,3% per il 2022, per attestarsi rispettivamente a 75,8 milioni di unità e 82,6 milioni di unità prodotte.

Le operazioni di confezionamento e test all’interno del settore dei semiconduttori in Malesia sono state colpite a causa delle misure di blocco del governo all’inizio di giugno, ha affermato Ihs, aggravando le difficoltà in una supply chain già messa a dura prova. “La nostra interpretazione della situazione in Malesia, responsabile del 13% della fornitura globale di semiconduttori per l’industria automobilistica, è diventata più pessimistica”, ha affermato la società. “L’arretrato di due mesi e mezzo che si è accumulato da giugno richiederà tempo per essere smaltito e si prevede che si estenderà fino al 2022”.

Per Ihs la carenza dei semiconduttori ha comportato una perdita di produzione di 1,44 milioni di unità nel primo trimestre e di ulteriori 2,6 milioni di unità nel secondo trimestre. Attualmente, le perdite nel trimestre sono pari a 3,1 milioni di unità e sono in aumento, quasi il doppio della precedente previsione. Volkswagen, Toyota e General Motors hanno del resto già annunciato tagli di produzione, ma è quasi certo che la situazione si estenderà presto ad altri produttori e all’indotto.

Stellantis, Uliano: “la situazione sta precipitando”

Per quanto riguarda la situazione in Italia i riflettori sono puntati in particolare su Stellantis. “La situazione del settore”, sottolinea il Segretario nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano, responsabile del settore automotive, “si sta ulteriormente aggravando negli ultimi giorni a seguito degli stop annunciati in tutti gli stabilimenti di assemblaggio del gruppo Stellantis per la carenza dei semiconduttori, e questo impatterà negativamente su tutta la componentistica diretta e indiretta. Nelle ultime ore Stellantis annuncia la riduzione dei turni con il relativo ridimensionamento occupazionale di oltre 900 lavoratori in Sevel, l’unico stabilimento a pieno regime che pesava oltre il 40% del totale della produzione Italiana. La situazione sta precipitando, ed è necessario un intervento del Governo nell’immediato per porre al centro il futuro degli stabilimenti Italiani”, continua Uliano. “Per quanto riguarda il settore automotive è indispensabile individuare specifiche risorse ed investimenti per attuare una vera e propria reindustrializzazione che accompagni le aziende e i lavoratori, cercando di evitare la prospettiva di oltre 60 mila licenziamenti nel nostro paese.”

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I dati Acea: in Europa le vendite di auto calano del 19%

La carenza dei chip renderà ancora più difficile la ripartenza del mercato europeo dell’auto, che a luglio e ad agosto ha fatto segnare una contrazione a doppia cifra. Le immatricolazioni sono scivolate del 19%, per un totale di 622.993 unità consegnate: sono i dati dell’Acea, ‘Associazione europea dei costruttori di automobili, secondo cui i cali si sono fatti sentire in tutti i principali mercati del Vecchio Continente, dalla Spagna (-28,9%) alla Francia (-15%), comprese Italia (-27,3%) e Germania (-23%). A luglio, le vendite erano calate diminuite del 23% su base annua a 823.949 veicoli. Considerando i primi otto mesi dell’anno, da gennaio ad agosto, le immatricolazioni sono invece salite dell’11%, per un totale di 6,8 milioni di unità vendute: l’Italia ha fatto meglio di altri Paesi (+30,9%), seguita da Francia (+12,8%), Spagna (+12,1%) e Germania (+2,5%).

“Dopo quattro mesi di segno positivo e una chiusura del primo semestre 2021 in rialzo a doppia cifra (+27,1%), sebbene ancora lontana dal recupero dei volumi prepandemia, a luglio il mercato auto europeo registra una significativa battuta d’arresto, con le nuove immatricolazioni in calo del 23,6%”, commenta Paolo Scudieri, presidente di Anfia, dopo la pubblicazione dei dati Acea, sottolineando che “i cinque major market (incluso il Regno Unito), nel complesso, riportano una flessione più pesante rispetto alla media del mercato (-27%), e sono tutti in calo a due cifre”. Anche il mese di agosto è stato negativo e, continua Scudieri, “mentre ancora si stanno scontando le conseguenze della pandemia, il perdurare della crisi di approvvigionamento dei microchip, destinata ad accompagnarci, secondo le previsioni degli analisti, fino a 2022 inoltrato, rende particolarmente
complicata la gestione di una ripresa già di per sé lenta, causando rallentamenti e blocchi sulle linee produttive e nelle consegne dei nuovi veicoli”. Di fronte a questa situazione, per Scudieri, “è fondamentale lavorare a una nuova strategia europea per la catena di fornitura dei microchip, in modo che l’Unione europa si svincoli, almeno in parte, dalla dipendenza dai Paesi asiatici su questo fronte”.

E negli Usa il problema del chip shortage arriva alla Casa Bianca

Il segretario al Commercio degli Stati Uniti, Gina Raimondo, e il consigliere economico dell’amministrazione Biden, Brian Deese, terranno un incontro sull’emergenza in corso alla Casa Bianca il 23 settembre, ha affermato il Dipartimento del Commercio, secondo quanto riportato da Reuters. Il Dipartimento ha dichiarato che i funzionari discuteranno della carenza globale di chip in corso e dell’impatto che la variante Delta ha avuto sulle catene di approvvigionamento globali di semiconduttori.

Gli invitati includeranno produttori, consumatori finali e gruppi industriali. Nelle ultime settimane, del resto, si erano moltiplicate le iniziative a livello sia di società private che di governi per far fronte a questo problema sistemico della catena di approvvigionamento che rischia di minare la ripresa post pandemica anche negli Stati Uniti.

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