SEMICONDUTTORI

Chip war Europa-Cina: il Governo Uk ordina vendita di Newport Wafer

Dopo lo stop della Germania alla cessione della giga factory Elmos a Silex Microsystem passa all’azione anche il Regno Unito: Nexperia dovrà liberarsi almeno dell’86% della società britannica per “prevenire potenziali rischi per la sicurezza nazionale”

17 Nov 2022

Veronica Balocco

industria-chip

La società di semiconduttori cinese Nexperia dovrà cedere la maggior parte di Newport Wafer, maggior produttore di chip della Gran Bretagna. Ad ordinarlo è stato il governo Uk, “a seguito di una dettagliata valutazione della sicurezza nazionale”. L'”ordine finale”, in particolare, arriva dal segretario di Stato agli affari economici Grant Shapps, il quale ha imposto a Nexperia di vendere almeno l’86% di Newport Wafer Fab “per prevenire potenziali rischi per la sicurezza nazionale”.

La decisione giunge oltre un anno dopo che, nel luglio 2021, Nexperia ha annunciato per la prima volta di aver preso il controllo della Newport Wafer Fab, situata nel Galles meridionale, con un accordo da 63 milioni di sterline (circa 72,2 milioni di euro al tasso di cambio attuale). Da allora l’azienda, che produce chip utilizzati per la gestione dell’alimentazione nei dispositivi elettronici, è nota come Nexperia Newport.

In Germania analogo provvedimento pochi giorni fa

Il provvedimento segue di pochi giorni lo stop, deciso dal governo tedesco, alla vendita di una fabbrica di chip di Dortmund a un investitore cinese. Si tratta nello specifico di un impianto di proprietà della società Elmos, che aveva già annunciato di essere stata informata dal ministero dell’Economia che la vendita della sua fabbrica a Silex Microsystems Ab, di proprietà della Sai Microelectronics of China, “molto probabilmente” sarebbe stata vietata. L’operazione da 85 milioni di euro era prevista per dicembre. Davanti al blocco, la società cinese aveva fatto sapere che analizzerà la decisione “per quanto riguarda eventuali violazioni materiali dei diritti delle parti e decidere se intraprendere un’azione legale”.

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Tecnologia e know-how al centro delle preoccupazioni

Nexperia ha sede nei Paesi Bassi, ma è di proprietà della cinese Wingtech. Nella nota governativa, il ministero delle Imprese, l’Energia e la Strategia industriale ha riferito che il rischio per la sicurezza nazionale riguarda “la tecnologia e il know-how“. “L’ubicazione del sito potrebbe facilitare l’accesso alle competenze tecnologiche e al know-how nel polo del Galles meridionale, e legami tra il sito e il territorio circostante potrebbero impedire a questo polo di essere impegnato in progetti futuri rilevanti per sicurezza nazionale”.

Possibile la revisione di operazioni in settori sensibili

La revisione si inquadra fra le azioni politiche che hanno fatto seguito all’entrata in vigore, avvenuta a inizio anno, della legislazione che consente al governo di esaminare e potenzialmente bloccare acquisizioni e investimenti in settori sensibili. Una norma che può essere applicata retroattivamente alle operazioni concluse a partire da novembre 2020.
“Accogliamo con favore il commercio estero e gli investimenti che sostengono la crescita e l’occupazione. Ma laddove identifichiamo un rischio per la sicurezza nazionale, agiremo con decisione”, ha dichiarato su Twitter il ministro degli affari Grant Shapps.

La reazione di Nexperia: “Una decisione sbagliata: faremo appello”

Nexperia, dal canto suo, ha affermato di non accettare le preoccupazioni per la sicurezza nazionale sollevate e che due precedenti revisioni sulla sicurezza non avevano riscontrato problemi di sicurezza nazionale che avrebbero dato motivo di bloccare l’acquisizione. “Siamo sinceramente scioccati. La decisione è sbagliata e faremo appello per annullare questo ordine di disinvestimento”, ha dichiarato in una nota il country manager di Nexperia nel Regno Unito, Toni Versluijs.

Micron: tagli alle spese e all’offerta a causa del calo della domanda

Il comparto chip, intanto, si confronta anche con le prospettive per i prossimi mesi. L’azienda di semiconduttori Micron Technology ha dichiarato che ridurrà l’offerta di chip di memoria e farà ulteriori tagli al suo piano di spesa in conto capitale, a causa della fatica di liberare l’inventario in eccesso per via del crollo della domanda. Le azioni della società, all’annuncio, sono scese del 5,8%. Micron è stato il primo grande produttore di chip a dare l’allarme sul calo della domanda di personal computer e smartphone all’inizio di quest’anno, a fronte di decenni di inflazione elevata.

Nvidia: trimestrale oltre le aspettative

La società di progettazione di chip Nvidia, invece, fa sapere di aver superato le aspettative per i ricavi del terzo trimestre, grazie alla forte domanda nel suo business dei data center sulla scia della crescente adozione del cloud. I ricavi del data center nel terzo trimestre sono aumentati del 31% rispetto a un anno fa, mentre i ricavi dei giochi sono diminuiti del 51% rispetto a un anno fa. Le aziende cloud utilizzano sempre più i chip Nvidia nei loro sistemi.

Taiwan propone agevolazioni fiscali su R&S

Nel suo tentativo di di mantenere la sua posizione di leader nella produzione di semiconduttori, Taiwan ha intanto proposto maggiori agevolazioni fiscali per la ricerca e lo sviluppo (R&S) delle società tecnologiche. Il ministero dell’economia ha affermato che è “imperativo che Taiwan rimanga competitiva poiché Paesi tra cui Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud aumentano le agevolazioni fiscali e i sussidi per le loro industrie di chip sulla scia della grave interruzione delle catene di approvvigionamento globali innescata dalla pandemia di Covid-19″. La proposta si inserisce in un emendamento allo statuto sull’innovazione industriale presentato dal ministero dell’Economia, che porta l’agevolazione Irpef al 25% dal 15%. L’emendamento richiede che l’approvazione parlamentare diventi legge, che il governo spera entri in vigore dal 1° gennaio.

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