STRATEGIE

Cloud, Microsoft investe 1 miliardo in Polonia

Il colosso Usa vuole aprire un datacenter nel Paese per portare servizi Azure ad aziende e PA. Ma intanto frena sul lancio dei dispositivi dual-screen previsto per Natale: troppe incognite a causa del Coronavirus

05 Mag 2020

Patrizia Licata

giornalista

Microsoft investirà un miliardo di dollari in Polonia, con un impegno focalizzato sul cloud computing. Il colosso americano del software intende, infatti, aprire un data center nel paese per fornire i servizi cloud di Azure a aziende e pubbliche amministrazioni polacche, come indicato da Microsoft in una nota.

L’azienda di Redmond agirà grazie all’accordo siglato con il fornitore cloud polacco Chmura Krajowa (National Cloud). Il governo di Varsavia intende posizionare la Polonia come hub tecnologico per l’intera area dell’Europa centro-orientale.

Mentre si espande nella vendita di prodotti cloud, Microsoft mette in stand-by il lancio del nuovo laptop Surface, pieghevole e dual-screen. L’uscita sul mercato era prevista per fine anno, in concomitanza con la stagione dello shopping natalizio, ma l’azienda, alla luce del nuovo scenario creato dall’emergenza coronavirus, preferisce al momento portare il nuovo sistema operativo Windows 10X su dispositivi a schermo singolo, come tablet e notebook.

Spinta sulla digital transformation della Polonia

Ritengo che l’investimento di Microsoft in Polonia sarà importante per le imprese, le istituzioni pubbliche e il sistema dell’istruzione e permetterà a tutti questi settori di attuare la trasformazione digitale e aggiornare il modo di lavorare”, ha affermato il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki.

La partnership con Microsoft durerà sette anni e includerà corsi di formazione sul cloud per ogni livello di utenza.

Chmura Krajowa (National Cloud) è un cloud provider creato nel 2018 dalla maggiore banca polacca, PKO Bank Polski, e dal Polish development fund (Fondo di sviluppo polacco) con l’obiettivo di accelerare i ritmi della digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione.

Microsoft ci ripensa sul dual-screen

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Separatamente, in un blog post, Panos Panay, chief product officer di Windows and devices, ha fatto sapere che il lancio del computer portatile Surface è rinviato e che “la prima espressione di Windows 10X che porteremo ai clienti sarà su dispositivi single-screen. Continueremo a cercare il momento giusto, insieme ai partner Oem, per portare sul mercato i dispositivi dual-screen”, ha continuato Panay.

Microsoft ha svelato il nuovo laptop dual-screen (nome in codice Neo) nel corso di un evento di ottobre 2019. In contemporanea l’azienda di Redmond ha presentato uno smartphone a doppio schermo, con nome in codice Duo, che usa il sistema operativo Android. Su questo device Panay non ha fornito aggiornamenti; il top manager ha affermato che Microsoft darà nuove indicazioni agli sviluppatori di Windows nella conferenza Build in programma a fine mese e che si svolgerà, ovviamente, online.

A ottobre Microsoft aveva presentato Duo come un dispositivo Surface (non un semplice telefono) portatile e pieghevole con due schermi – e non uno schermo pieghevole come il Galaxy Fold di Samsung – che può conciliare l’utilizzo delle app di Microsoft con quelle realizzate per Android.

Surface Neo è invece stato presentato come dispositivo dual-screen pensato per la produttività, con sistema operativo Windows 10X. Un perno divide due schermi da 9’’, permettendo una rotazione di 360 gradi che consente al dispositivo di adattarsi a ogni esigenza di fruizione. Da aperto offre un sottilissimo schermo Lcd da 13’’ e, grazie alla tastiera magnetica rimovibile, garantisce la produttività e il multitasking tipici di un vero Pc.

Il coronavirus ha cambiato il mondo

“Il mondo è molto diverso oggi rispetto a ottobre scorso, quando abbiamo presentato la nostra vision per una nuova categoria di dispositivi Windows dual-screen”, ha affermato Panay, aggiungendo che le esigenze dei clienti sono la priorità per Microsoft e per questo l’azienda vuole concentrarsi “sull’incontrare i clienti là dove si trovano in questo momento”.

La decisione di Microsoft era già stata anticipata da alcune indiscrezioni dei media e degli analisti Usa. Mary Jo Foley, una delle più autorevoli esperte che da anni segue le strategie di mercato di Microsoft e testa i suoi nuovi prodotti per il mercato consumer e business, ha commentato che la scelta di Redmond è logica e niente affatto sorprendente “visto quel che sta succedendo nel mondo con il coronavirus”.

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